martedì 30 marzo 2010


Sul fil di lana la playlist di marzo. Questo mese mi è sembrato molto buono il raccolto. A voi l'augurio di un buon ascolto e di un sereno download gratuito, mentre giovedì, non mancate di sintonizzarvi su questo blog per un giochino musicale pasquale: testiamo le conoscenze. Enjoy!





lunedì 29 marzo 2010

Il nascondino secondo PJ HARVEY
A proposito di testi. Questi primi mesi del 2010 non ho ascoltato ancora un cd che mi abbia indutto a schiacciare più volte il tasto repeat del lettore, forse i Shearwater. Guardando, però, il bicchiere con fare ottimistico devo dire che se da un lato la cosa mi frustra, dall’altro mi consente di riprendere i lavori del 2009 che ho messo sul piedistallo e verificarne quanto stiano reggendo all’usura temporale, e di questi tempi e con la qualità che latita alla grande, il rischio di bocciature a posteriori non farebbe gridare allo scandalo. Ma quando c’è di mezzo un disco di PJ Harvey, fortunatamente, ergo soprattutto, grazie alla sua maestria, di rischio se ne corre sempre poco. A Woman a Man Walked By, disco suonato a 4 mani con l’amico John Parish, non si è sottratto alla regola. Suoni e voce che sono sembrati tornare all’abrasività dell’esordio e testi che esplorano l’universo più controverso di Polly Jean, con predilezione per il sentito odio nei confronti del mondo mascolino. Si va così da Black Hearted Love "I think I saw you in the shadows / I move in closer beneath your windows / Who would suspect me of this rapture? / And who but my black hearted love / And who but my black hearted love"  alla traccia/titolo "Prematurely going bald / Any passion long gone cold / But I wanted to explore the / Damp alley ways of his soul / All the times he tried to help / He spit in my face and laughed / That woman-man, I want his fucking ass / I want his fucking ass / I want your fucking ass" passando per Pig Will Not "Shit lovers, this is true love / That we're doing now / Your lover that was before, all broken / Your face all messed up", che insieme a Passionless, Pointless, guarda caso, sono stati censurati e non riportati nel libretto (il nanopresidente giura che stavolta non c’entra niente, lui legge e corregge solo i testi di Apicella e Michele Santoro). L’unica canzone del cd, a distanza di un anno, che non sono riuscito a fare una traduzione diversa da quella letteraria  (forse perché sto cercando a tutti i costi un significato più profondo) è Sixteen, Fifteen, Fourteenerika is watching/daniel is hiding/erika is counting, 16, 15, 14, 13, 12, 11, 10, 9 …. / Erika is coming/The sun is setting the scene/ In the garden it’s starting to rain/ The trees are trembling/ Erika’s repeating, oh oh oh oh ….. /erika is feeling something/ Daniel is hiding/ She’s counting 16, 15, 14, 13, 12, 11, 10, 9, 8, 7, 6, 5, 4, …. /The sun is leaving the scene/ It took a look and turned away/ The trees are trembling/ Erika’s repeating, oh oh oh oh ….. /there is no laughter in the garden”. Allora amici miei blogger, io, al di la di una versione indie musicale del Nascondino, non ci sono andato: voi?
PJ Harvey & John Parish - Sixteen, Fifteen, Fourteen


PJ Harvey & John Parish - Black Hearted Love

venerdì 26 marzo 2010

DEATH CAB FOR CUTIE & JAY JAY PISTOLET
Two is megl’ che one!!!

Fine settimana, tempo di bilanci e di pianificazione oltre che di riposo, si spera. Nel frattempo rimettendo a posto le scartoffie riemergono dal fondo della pila di carte due note musicali che a suo tempo avevo annotato con deliziosa sorpresa. Piacevoli entrambi nell’ascolto veloce e spero ancor più interessanti nei tempi a venire con ascolto metodico e ponderato. Si tratta di due EP’s, per cui l’ascolto di due dischi, che portano via il tempo di uno, sarà il giusto invito a non lasciarseli sfuggire l’occasione di un ascolto furtivo, ancor prima che le qualità musicali in essi contenuti. Si tratta di Death Cab for Cutie, band statunitense vicina a certa musica ormai arcinota a provenienza Canada, che fa da sponda per gente come Tegan and Sara , strizzando l’occhio ai soliti che nemmeno cito ma che capirete dall’ascolto del piacevole The Open Door uscito lo scorso anno. A seguire l’altro piacevole ascolto – più recente targato 2010 - che vi propongo va sotto il nome di Jay Jay Pistolet che a dispetto del nome vagamente francese, viene da Hampshire - England -.
Forti le sue corrispondenze con Noah and the Whale, Mumford and Sons e Laura Marling. Il suo EP intitolato Happy Birthday You ci tiene compagnia con le sue tinte calde e soffici vagamente ‘50's.
Buon ascolto e buon fine settimana a tutti.
Giamp

Death Cab For Cutie - A Diamond and a Tether


Jay Jay Pistolet - Bags of Gold

giovedì 25 marzo 2010

VIDEO FANTASIE (pt.2)
Ehm, scusi caro gestore di questo meraviglioso blog mi concederebbe un ulteriore spazio, piccolo piccolo, per poter dedicare questo video a mia figlia più grande che ha una predilezione speciale per tutto ciò che è animazione? Le piacciono molto i video di questo genere e mi dice sempre : "Papà ma questa canzone non ce l'hai ? " Ora come faccio a farle capire che sul mio pc ho solo mp3 e non video?  Allora mi son detto: " chiedo a Gianni se me lo inserisce sul blog così ogniqualvolta lei ne abbia voglia, va e se lo guarda!!!"
E poi devo dire che Sara Lov ha un bella essenza d'animo, sarà stato il suo vagare in giro per il mondo (ha vissuto anche in Italia). Che ne dici? Inoltre sempre se lo spazio permette, le piace anche Fujiya & Miyagi -Collarbone. Un epilogo un po' macabro ma mi è servito a spiegarle alcune cose di come va la vita. Beh poi già che ci sei metti anche White Winter Hymnal dei Fleet Floxes, molto tenebroso (ma l'inverno è così); la faresti molto felice..... Grazie molte e a buon rendere.
Giamp

Sara Lov - Fountain


Fujiya & Miyagi - Collarbone


Fleet Foxes - White Winter Hymnal
VIDEO FANTASIE
Quest'anno sembra che vada per la maggiore, tra le indies band, girare video animati per promuovere le nuove canzoni. Alcuni di quelli segnalati fino a questo momento sono davvero molto belli (Land of Talk) su tutti. Oggi vi segnalo i Quasi, che hanno debuttato con un discreto album, American Gong, una sorta di nuovi Pavement con retrogusto Grandaddy. Le canzoni sono abbastanza tirate ma loro hanno scelto come primo video-estratto dell'album, la ballata che sotto vi posto. Il secondo video arriva direttamente dall'Islanda. Le atmosfere dei Kira Kira, questo il nome della band, non lasciano dubbi sulla loro provenienza e si fanno notare per questo video e questa canzone, Bless, ideale compagna di sonni immaginifici.

Quasi – Laissez Les Bon Temps Rouler


Kura Kira - Bless

mercoledì 24 marzo 2010

Occhio ai Teenage Fanclub
Un paio di ballate da segnalare a rappresentare due nuove uscite previste entrambe per il giorno 8 giugno. La prima proviene dagli States ed appartiene ai Blitzen Trapper, che non conoscevo, e che danno alle stampe (così si diceva una volta) l' LP Destroyer of the Void, preceduto da questo romantico brano intitolato Heaven and Earth che non mancherà di colpire i cuori più deboli.
Blitzen Trapper – Heaven and Earth



Mentre dalla Scozia la novità arriva dai Teenage Fanclub che usciranno con l'album Shadows. E dopo aver ascoltato il singolo Baby Lee credo che sarà un appuntamento da non mancare. Una canzone  davvero molto bella che mi ha ricordato un po' i Traveling Wilburys.

Teenage Fanclub – Baby Lee

A concludere questo video dei Cains & Abels. Canzone che avvolge e che accompagna in maniera egregia il relativo video. Il classico bagno in mare a fine serata estiva, meglio se a luglio, con tanto di tramonto da cartolina. Da queste parti lo conosciamo bene, vero Giamp?!?

Cains & Abels – My Life Is Easy

martedì 23 marzo 2010

NEIL YOUNG - Old Man
Questo video l'ha pubblicato il buon Federico Guglielmi sulla sua bacheca di facebook e ho pensato bene di non farmelo sfuggire. Era una vita che non l'ascoltavo. Stupenda. E non ricordavo nemmeno che Neil, quand'era so Young ... ehm ... cantasse così bene. Però so che a non a tutti i rocker piace cavallo pazzo ... o mi sbaglio?



Old man look at my life,
Twenty four
and there's so much more
Live alone in a paradise
That makes me think of two.
Love lost, such a cost,
Give me things
that don't get lost.
Like a coin that won't get tossed
Rolling home to you.
Old man take a look at my life
I'm a lot like you
I need someone to love me
The whole day through
Ah, one look in my eyes
and you can tell that's true.

lunedì 22 marzo 2010

JONSI Go  [2010]
La storia è questa. Sognavo di passeggiare per una stradina di campagna. Ero appena arrivato ad inoltrarmi in una radura che immetteva in un bosco che già in altre occasioni avevo attraversato, e tutto ad un tratto venni travolto da un mulinello festoso di sonorità e colori come mai mi era capitato Mi chiesi per chi fosse tutta quella festosità e da dove provenissero i suoni e i canti di gioia innalzati alla vita. Suoni che già in altre occasioni avevo ascoltato e che seppure non suonassero nuovi alle mie orecchie, oramai avvezze ad ogni tipo di musicalità, avevano destato in me curiosità. Era come se ad un punto si fossero incontrati in quel bosco delle meraviglie i Dead Can Dance, i Cocteau Twins, i Sigur Ros più pop e da cornice festosa de Le Cirque du Soleil .Ma prima di essere accontentato nella mia curiosità divenni anche io involontariamente parte di quel mulinello, di quel vortice dalla natura immaginifica, dove foglie, chiome di alberi , cespugli e quant’altro nei dintorni venisse coinvolto nella danza e nei suoni. Era come se ad un certo punto tutte le creature del bosco, quelle invisibili ed immaginarie raccontate tante volte da Tolkien prendessero forma per dare vita ad un concerto. Si sa che in certi boschi può accadere che le storie di cui si narra prendano corpo. Si stenta a crederlo, forse, ma dopo aver ascoltato il disco di Jonsi - GO - bisogna ricredersi e lasciare il passo alla fantasticheria e alla purezza d’animo che ci appartiene quando siamo piccoli e che in età adulta mestamente mettiamo da parte per lasciare posto ad una razionalità rabbrividente. Lasciamoci coinvolgere dalla bellezza dei colori raccontati in Go, da questo folletto dalla voce dolce ed armoniosa, da questo suo modo di descriverci la realtà, cosi poco vicina alle leggi della realtà medesima. Percuoti Jonsi, percuoti, la tua valigia impolverata ma piena di sorprese e di leggende. Portaci con te in questo tuo mondo incantato. Narraci di Elfi e di Terre di Mezzo, di Draghi Alati e di piccole creature. Riconduci il nostro animo fino alle porte della fanciullezza e dénudati di ogni sorta di inibizione danzeremo intorno a te in assoluta purezza d’animo riflettendo sul fatto che: “il mondo vola via e va “. Buon ascolto.
Giamp

venerdì 19 marzo 2010

BUON FINE SETTIMANA LAVORATORI
La storia è questa: volevo chiudere la settimana postando qualche novità caduta nella Rete in questi giorni e da me prontamente pescata. Non ultima quella dei Drive by Truckers, da poco usciti con l'album The Big To Do e il singolo Working this Job (veramente nel resto del web la danno per the Fuckin Job, non so perchè). Mi sono ricordato, allora, di aver bozzato un post qualche giorno fa sul secondo video uscito a nome dei Retribution Gospel Choir che si chiama Workin' Hard. E allora mi sono detto: beh, a questo punto perchè non battezzare l'asino (si dice da noi alla contemporanea presenza di tre persone con lo stesso nome) sull'argomenteo del Duro Lavoro?. E così ho fatto riemergere una stupenda Workin too Hard di Southside Johnny che duetta, come nel bellissimo album, Better Days, con Jon Bon Jovi. Le prime due canzoni che ascolterete, seppur discrete e sul genere del rock più tradizionale, non raggiungono l'asso piglia tutto del Johnny sudista. Si suda, si suda, si suda. Tra poco stacco e chiudo tutto. Anche per me è finita un'altra settimana di duro lavoro. Ma stavolta con un sorriso in più.

DRIVE BY TRUCKERS - Working This Job


RETRIBUTION GOSPEL CHOIR - Workin' Hard


SOUTHSIDE JOHNNY w/JON BON JOVI - I've Been Working Too Hard
THE STOOGES tra i grandi di sempre
5 minuti per presentare e ricordare un altro pezzo di storia della musica e altri 5 per riascoltare gli Stooges suonare e cantare I Wanna Be Your Dog. Un "entusiasta" Iguana con tanto di medio alzato, che ha passato i 50, non rinuncia a cantare mezzo nudo. Sta cosa della Rock'n'Roll Hall of Fame mi ha sempre dato l'impressione di una sorta di museo delle cere delle rockstar (già me li vedo all'uscita dare il loro stampo per la statua). Ci sono anche i prezzemolini Pearl Jam che si divertono a ballare.
"the simbolize of the distruciotn of flower power and the introdution to the raw power"
Lunga vita al rock'n'roll.