lunedì 19 gennaio 2009

Quello che le radio (commerciali) non dicono.
Playlist di GENNAIO 2009


  1. Asking For Flowers (Kathleen Edwards)
  2. Civilization’s Dying (Zero Boys)
  3. Kill The Memory (Meridene)
  4. Meet Me In The Garden (Dent May & His Magnificent Ukulele)
  5. Mummy Beach (Hot Lava)
  6. People C’mon (Delta Spirit)
  7. Rooks (Shearwater)
  8. Sister Rosetta Goes Before Us (Sam Phillips)
  9. Something I Know (Ideal Free Distribution)
  10. Keep Your Eyes Ahead (The Helio Sequence)


venerdì 16 gennaio 2009

CALDE MELODIE INVERNALI



Un paio di interessanti novità che vale la pena segnalare. La prima si chiama The Very Best, (http://www.myspace.com/theverybestmyspace), un ensamble proveniente da “Lilongwe - Malawi to London via France & Sweden, Regno Unito” e che mi piacciono ad iniziare dal fatto che ci fanno scaricare tutto l’album in digitale aggratise. Poteva essere un segnale ambiguo, ma considerato la gratuità dell’evento l’ho prontamente scaricato, e sorpresa delle sorprese ho trovato il lavoro moooolto bello! Sono canzoni e musiche che viaggiano attraverso la tradizione africana e sapientemente imbastite con le più svariate tendenze delle sonorità odierne, con prevalenza dell’elettronica. Sono 15 tracce che alle orecchie di un rockettaro come me ogni tanto provocano un calo di attenzione, ma tanti sono i momenti riusciti che regalano tanta gioia e voglia di fare un viaggetto nelle calde terre africane.


L’altro lavoro che mi ha intrigato negli ultimi giorni è il pop folk dei Little Joy, (http://www.myspace.com/littlejoymusic), ovvero Fabrizio Moretti (batterista degli Strokes), il brasiliano Rodrigo Amarante e Binky Shapiro. I primi due, dopo essersi conosciuti ad un festival tenutosi a Lisbona, si sono rivisti un anno dopo a Los Angeles insieme a Binky Shapiro. Amarante era negli States per realizzare l’album con Devendra Banhart (sempre lui!). A tempo perso, allora, hanno composto una manciata di canzoni tali da realizzare il disco d’esordio omonimo, che richiama indubbiamente gli ultimi Megapuss, con Amarante che per la verità canta come se fosse il singer degli Strokes. I suoni non a caso ricordano in varie canzoni i su citati newyorkesi. In generale comunque si respira un’aria di piacevolissimo pop che accarezza le orecchie e ci accompagna durante queste fredde giornate invernali.
Gianni Ragno

THE VERY BEST - Kamphopo




LITTLE JOY - No One's Better Sake


giovedì 15 gennaio 2009

JASON LYTLE IS BACK!

Buone nuove. L'ex leader dei compianti Grandaddy, torna a farsi vivo. E lo ha fatto al MAPS, un programma di Radio Città del Capo di Bologna in una breve session acustica, nella quale ha presentato una nuova canzone che finirà nel suo album d'esordio. Nell'attesa ce lo godiamo tutto con Birds Encouraged Him.

martedì 13 gennaio 2009

A RIDATECE I SORDI DER BIJETTO!!!

Domenicamattina, ascoltavo in macchina Give Peace a Chance cantata da non so chi alla radio. Mi piacerebbe tornare indietro; indietro nel tempo, nell’attimo in cui quella pallottola attraversa il corpo ormai esanime di John Lennon, per tentare un colpo alla MATRIX per fermarlo.
Lo farei finire diritto a conficcarsi in qualche altro posto, chesso’ un muro, una macchina ferma, un cartello stradale.
Se non altro per prevenire l’uso improprio di canzoni come Give Peace a Chance, divenute merce di scambio tra madame Yoko Ono e chissà quale discografico avido di danaro. Il quale strafottente dei sentimenti che accompagnano quella canzone, la da in pasto a 4 sbarbatelli che all’epoca del suo concepimento, addirittura, si ciucciavano il pollicione.
Ma ciucciati il calzino direi….o meglio direbbe Bart Simpson!!!!
Giamp

John Lennon (quello originale) Give Peace A Chance

lunedì 12 gennaio 2009

BEYOND THE CLOUDS

E vabbè lo ammetto. Mi sono lasciato influenzare un po' dallo speciale di Fabio Fazio sul decennale della morte di De Andre'. A dire il vero le reinterpretazioni delle sue canzoni non mi hanno fatto saltare dal divano, ma Creuza de Ma cantata dal figlio Cristiano e dal grande Mauro Pagani mi ha regalato non pochi brividi.


lunedì 5 gennaio 2009

WE HAVE A DREAM
Questo gennaio è ancora all’esordio e già mi piace. Questo gennaio sarà festa, festa grande !!!
Mi piace non solo per il fatto che il sottoscritto compie 44 anni, con mia figlia che mi ricorda di essere diventato “ vecchierello “ (ecco il perchè della festa !!!), ma soprattutto perchè si attuerà un sogno.
Si avvera il sogno di coloro che hanno subito ingiustizie, di coloro che hanno visto calpestati i loro diritti e la loro dignità, di uomini e donne la cui unica colpa era ed è quella di avere la pelle nera.
Si avvera il sogno di colui che disse appunto “ I have a Dream “. Si avvera il sogno di M. L. King!!!
(link con il testo del discorso: http://www.dittatori.it/discorsomartin.htm)
A gennaio appunto avremo il primo presidente degli Stati uniti d’America di colore.
La scalata alla presidenza ha visto un entourage attorno a Barack Obama, nella sua campagna elettorale Rock the Vote, di stars musicali del calibro di Springsteen e Pearl Jam, e supportato da personaggi come Sean Penn o Robin Williams, i quali si propongono di festeggiarlo il 20 Gennaio all’'Harman Centre For The Arts di Washington.
Saranno presenti un sacco di ospiti, tra cui i registi Spike Lee e Ron Howard.
Ma non ci sarà solo l’ufficialità , molte altre le manifestazioni a corollario.
Infatti i magazine americani annunciano anche i rappers Outkast e Kanye West, coinvolgendo così diversi testimonials che si erano battuti per l'elezione di Obama.
All'Harman Centre For The Arts ci saranno anche Anne Hathaway, Susan Sarandon, Marcia Cross, Tim Robbins, Adrian Grenier, Ashley Judd, Jane Krakowski, Rachael Leigh Cook, Blair Underwood...
E lo stesso Barack Obama ci concede un omaggio musicale preparandoci una compilation, appunto la Yes We Can compilation.
Dico davvero, Barack è entrato nel mondo discografico con la colonna sonora della sua campagna elettorale curata dalla Hidden Beach Recordings.
Sì, perché dopo mesi di pro-Obama tracks (ufficiali o meno), passaggi su YouTube, come Will.I.Am. dei Black Eyed Peas o la contestata Obama Is Here del rapper Ludacris, (in cui si attaccava Hillary Clinton), il candidato democratico esordisce nella discografia ufficiale.
Deve avergli portato un gran bene quella compilation, per essere oggi il primo presidente Nero non w.a.s.p (acronimo che sta per White Anglo-Saxon Protestant), ad essere eletto.
Non mi abbaglio più di tanto, ma spero che questo cambiamento, questo nuovo corso (per dirla alla Roosvelt- New Deal -) porti gli USA ad essere meno boriosi e più consci che le armi non possono sostituire la diplomazia, seppure anche lui dietro avrà tante lobbies che spingono per soddisfare interssi economici, ed anche perché Barack Obama non è il nuovo JFK.
Buon Anno
Giamp

Questo il video dei Black Eyed Peas:



E questa la playlist della compilation:
1. Eternity - Lionel Richie 2. Signed Sealed Delivered - Stevie Wonder
3. Waiting On The World To Change - John Mayer 4. American Prayer - Dave Stewart 5. Battle Cry - Shontelle 6. Make It Better - Los Lonely Boys 7. Pride In The Name Of Love - John Legend 8. I Have A Dream - BeBe Winans 9. Am I All Alone - Suai 10. One Is The Magic - Jill Scott 11. Love & Hope - Ozomatli 12. Looking East - Jackson Browne 13. Out of Our heads - Sheryl Crow 14. Promised Land - Malik Yusef with Kanye West and Adam Levine of Maroon 5 15. Hold On - Yolanda Adams 16. America The Beautiful - Keb' Mo' 17. America - Ken Stacey
18. Wide River - Buddy Miller

lunedì 29 dicembre 2008

UN MONITO, UN AUGURIO.

"Ma quella che davvero i Governi di destra e di sinistra si palleggiano, è la deriva di una società antisociale, che scoppia di regole che nessuno osserva, che ha capovolto i comandamenti dell'etica e delle religioni rivelate, che premia il sopruso in quanto tale. Qui si misura il fallimento delle coalizioni che ad ogni tornata elettorale promettono più morale, maggiore concordia, migliore raziocinio e poi, una volta preso il potere, si arrendono in partenza, senza combattere. Si alternano i regimi, di destra, di sinistra ma non cambiano le stragi idiote dei sabato sera, l'Alzheimer giovanile da tubo catodico e da computer, la deriva di una scuola dove le ragazze, i disabili, gliomosessuali, gli immigrati sono aggrediti, seviziati, a volte uccisi, naturalmente su YouTube. Ragazzi afasici, rabbiosi anche perchè frustrati dal non saper esprimere un pensiero compiuto (il che equivale a non sapere pensare) liberano tutta la loro violenza per qualsiasi pretesto, e questi sono i cittadini di domani, che dovranno prendersi carico dei nostri giorni stentati, coperti dalle ali bianche e fragili della vecchiaia. In un Paese, in un continente, in un mondo sempre più sconcertato, mescolato e diviso. Di destra, di sinistra o di quello che volete, ma se qualcuno ha qualche soluzione per scongiurare l'implosione del pianeta, come una stella che lascia un urlo nel vuoto infinito, per favore si faccia avanti. I tempi stanno cambiando, ma sono quasi finiti".

Massimo Del Papa

(Mucchio Selvaggio n.653/2008)

blog di Massimo Del Papa: http://babysnakes.splinder.com/

U2 New Year's Day

martedì 23 dicembre 2008

HAUNTS - Haunts (2008)

L’attuale scena pop (soprattutto) di stampo inglese, sembra ormai aver trovato una sua connotazione ben precisa. In effetti, molta della musica che arriva dalla terra di Albione è fatta di una particolare miscela che mischia dosi massicce di anni ’80, tastiere ben in evidenza, tappeti di chitarre elettriche, e in più, la giusta dose indie.
Anche questo album d’esordio degli Haunts, non riesce ad andare oltre le linee guida del momento.
L’album risulta gradevole nella sua interezza, e questo, per essere il loro debutto, gli rende sicuramente onore, con canzoni che soddisferanno il palato di chi ama band come i Kaiser Chief, forse gli antesignani di questa nuova tendenza. La voce, molto profonda del cantante, ricorda un po’ quella del singer dei Madrugada, MA!(pausa) in particolare quella del duca bianco, al secolo David Bowie. Provate infatti ad ascoltare le canzoni contenute in Let’s Dance del 1983 (Modern Love su tutte). Poi chiudete gli occhi ed ascoltate una delle canzoni presenti nell’album degli Haunts, ad esempio Love Is Blind o Black Eyed Girl, e i dubbi svaniranno. Per essere all’esordio si guadagnano la mia stima e la piena sufficienza, con la speranza di assistere ad una loro evoluzione futura che rompa questi schemi, che (per i miei gusti) stanno un po’ appiattendo la scena indie inglese del momento.

Gianni Ragno

Non essendoci video a disposizione su you tube vi rimando al sito di myspace ovvero: www.myspace.com/haunts

Ma, del Bowie, vi lascio la Modern Love in questione.


venerdì 19 dicembre 2008

PEARL JAM (2006)


Severed Hand. Non so perché ma quel motivo mi è rimasto in testa e mi segue in questi giorni di festa. Eppure di brani dei PJ ne ho ascoltati, visti per due volte in concerto; tuttavia c’è qualcosa che non mi convince in questo ultimo lavoro (targato 2006). Eh si, che avrei potuto parlarvi di altri lavori più abbordabili, ma il rischio è il mio mestiere ed è per questo che sono qui seduto di fronte ad un monitor a raccontarvi le emozioni del momento.
Pearl Jam, l ‘omonimo lavoro, ha creato non pochi problemi alla critica musicale ufficiale. Recensirlo come un disco di ritorno al rock, farlo combaciare come maturità artistica, boh?
E’ il caso anche prima di cominciare che io metta le mani davanti: sono un fan incallito dei PJ; ho divorato TEN , masticato Vitalogy, adorato Yeld e soprasseduto su Riot Act. Insomma, ci siete arrivati già da soli, sono forse l'ultima persona che possa recensire in maniera imparziale un gruppo simile.
Il disco più fedele dell’era primordiale PJ. Ci riporta addirittura a Versus o a Binaural con le sue sonorità ed i suoi riff. Basta guardare anche il look dai lunghi capelli di Eddie Vedder e le schitarrate di Mc Cready, possenti ed imperiose.
Eppure qualcosa sembra mancare. Le prime quattro tracce sembrano molto simili, forse Cameron non ha ancora smesso, quando suona, di pensare ai Soundgarden, e questo potrebbe alla lunga essere un limite per i PJ. Magari la formula adottata nel passato di utilizzare più “drummers” in un solo disco potrebbe dare nuova linfa ai prossimi progetti. Anche il ripetersi di sfumature rubate al passato di altri artisti denota questo qualcosa che manca. Riferimenti Hendrixiani, chitarre rubate ai Cure, manciate di REM e sfumature Springsteen dipendenti. Insomma un lavoro dove la rabbia e il disaccordo con la politica Americana ma soprattutto con la società a cui non si sentono più legati, emerge dalle corde vocali di Vedder, come dalle chitarre di Mc Cready.
Forse davvero Severed Hand mi è rimasto in testa per puro caso, forse davvero il figlio del mio Caro amico Gianni è stato capace di regalarmi nuove emozioni e spunti di riflessione.
Auguri e buon ascolto!!!
Giamp

Pearl Jam - Severed Hand (Live at Immagine in Cornice)

giovedì 18 dicembre 2008

Ci si lamenta dell'eccessiva esterofilizzazione del nostro paese. Il fatto e' che se io ho la figlia dell'inquilino di sopra che frequenta la scuola media, dove si ostinano ad insegnare ancora il flauto, che la gentilissima signorina prova tutto il giorno a suonare, mentre negli Stati Uniti si esce da scuola in grado di saper suonare la chitarra, questo me le fa girare alquanto. Non solo. Un giorno si presentano i Weezer a scuola e dicono "ehi guys che ne dite se tutti insieme suoniamo Creep dei Radiohead !?!?!"
Pensate invece che qualche giorno fa una scuola italiana ha avuto la fortuna (vincendo un concorso!!!) di avere un'esibizione del vincitore della passata edizione di "amici".