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venerdì 1 febbraio 2013

Sbarbatelli rock al liceo



La prima cosa che ho pensato dopo aver visto la foto è stata: ahahahah .... anche perchè mi ha fatto venire in mente quella che ho sulla patente, oddio, da brividi. Sembro un terrorista/terrorizzato dalla macchina fotografica.

    Tornando alle quando non lo erano ancora) stelle del rock nella foto: beh, c'è Tom Morello a metà tra il Robinson della serie televisiva e il comico Ficarra .... alcuni di loro (Chester Bennington, Axl Rose, Daron Malakina, Mairlyn Manson e soprattutto Kirk Hammet dei Metallica) sembrano usciti dal serial Criminal Minds ....  altri sembrano dei cloni di altrettante rockstar, tipo Tom Araya spiccicato a Jim Morrison o Corey Taylor molto vero somigliante a una Janis Joplin "poco vissuta".... Alice Cooper (quell'ALICE COOPER!!) sembra più un professore di scienze .... Dimebag Darrel dei Pantera di Campagna .... a Slash gli manca solo il cappello e un centinaio tra piercing e tattoos, per il resto è uguale ad oggi, così come Steven Tyler identico a se stesso, forse per via della sua bocca .... Eddie Van Halen è il chitarrista dell'orchestrina alle feste liceali mentre chi impreziosisce questo album scolastico pare proprio la foto di Kurt Cobain, sicuramente il più carino di tutti.

Canzone di un paio di anni fa e il titolo, toh.... sembra cogliere nel segno ^_^

Buon fine settimana a tutti.



lunedì 21 maggio 2012

CBGB: there's a party in my mind

Una breve parentesi (un pre-post) che lancio così, perchè scrivendo a proposito di CBGB mi è tornata alla mente un vecchia pippa che ogni tanto mi faccio quando ascolto le canzoni del periodo anni '70 dei Talking Heads, ovvero: Remain in Light, si sa, è il capolavoro delle Teste Parlanti, per tutti i motivi che conosciamo. Ma Fear of Music, personalmente, lo preferisco (se ce la fate ad aspettare ancora un attimo per la crocifissione...); e questo perchè (per sua fortuna) gli manca la monumentalità che c'è in Remain in Light, troppo perfetto per i miei gusti; non una nota fuori posto. Fear of Music, invece, lo trovo molto più sfaccettato e malato/schizofrenico con la sola panacea guaritrice di Heaven.      Drugs, Life During Wartime, l'iniziale I Zimbra, Electric Guitar, Air , come dire, mi sembrano canzoni partorite più dalla pancia di Byrne che dalla testa di Eno, dando paternità certa ai suoni, nonostante, anche in Fear of Music ci fosse già lo zampino (non troppo invadente) di Brian Eno.
Bene. Dopo la breve pippa a cura di questo misero adulatore di Byrne & soci, sono pronto per la fustigazione. Astenersi perditempo o fan di Gigi D'Alessio, prego. Oppure, se volete, potete fare skip e andate avanti sul post riguardante il CBGB.


Ma l'argomento per il quale è nato questo post è l'operazione Lazzaro per resuscitare il locale (forse più famoso di New York), ovvero il CBGB. E pensare che il sig. Hilly Kristal lo battezzò nel 1973 per dare voce e strumenti al Country, BlueGrass e Blues. Ma quelli erano i giorni in cui il punk e la new wave avevano già sfondato la porta del rock e della ribellione, e questo, il lungimirante Kristal lo capì subito, lasciando il proscenio a gentaglia del calibro dei Ramones, Misfits, Television, the Patti Smith Group, Mink DeVille, The Dead Boys, The Dictators, The Fleshtones, The Voidoids, The Cramps, Blondie, The Shirts e Talking Heads (in rigoroso copia e incolla dal sito ufficiale); questo nei seventies. Mentre negli anni '80 il palcoscenico del CBGB fu il crocevia di band hardcore-punk quali U.S. Chaos, Agnostic Front, Murphy's Law, Cro-Mags, Warzone, Gorilla Biscuits, Sick of It All, e Youth of Today.  La storia recente racconta della chiusura del CBGB nel 2006 a causa dei debiti (e/o anche perché hanno buttato via lo stampo degli anni ’70) e della morte del fondatore Kristal l’anno dopo. Fino ad arrivare all’annuncio di questi giorni della riapertura estiva del locale, ma solo per quattro serate, grazie ad un gruppo di investitori (???) che ne hanno acquistato, esclusivamente, il nome/marchio CBGB.  I nuovi proprietari hanno dichiarato che la finalità di questa operazione (e figuratevi se non si buttavano a terra per non cadere), non è di tipo economico, ma esclusivamente dettata, dalla voglia di creare un nuovo spazio per fare esibire le nuove leve artistiche (ma davvero a New York hanno chiuso tutti gli altri locali?). Il nome CBGB, dunque, verrà usato per promuovere una serie di concerti per tutta l’estate che dovrebbe concludersi, se ci saranno le condizioni, con l’apertura di nuovo locale con la vecchia insegna.  Questa, la fredda cronaca (come diceva Frengo e Stop). Questi, invece, i nomi di alcuni degli artisti che faranno parteciperanno ai concerti estivi: Guided by Voices, the Pains of Being Pure at Heart, Cloud Nothings, Cro-Mags, Vision of Disorder.  Paragoni improponibili, ma tant’è. Cacciamo via i brutti pensieri (e gli insulti) con una bella compilation evergreen.

mercoledì 28 marzo 2012

Gong - I Never Glid Before (progressive or not progressive?)

Prog rock Jiro Bevis

Il genere progressive rimane una materia sempre molto dibattuta e musicalmente controversa, soprattutto tra coloro i quali hanno vissuto quel genere sulla propria pelle durante gli anni '70. La mia esperienza personale rimane legata agli ascolti dei miei fratelli maggiori, a cui piacevano molto quelle sonorità: Gentle Giant, Yes, King Crimson, Gong, Genesis, Jethro Tull ... per quanto mi riguarda, invece, il solo gruppo che ho amato è quello dei King Crimson, anche perchè, grazie ai continui cambi di formazione hanno saputo rinnovare i contenuti della musica proposta, e, con quel genietto di Fripp sempre un passo avanti rispetto ai suoi colleghi, anche quotati, come Peter Gabriel e famiglia.
Ma la cosa che mi incuriosisce tanto, e sulla quale mi interrogo ogni volta che guardo un video come questo dei Gong, è la seguente: quale sarebbe l'effetto sull'attuale fruitore di musica, se il progressive e quelle stesse band, che si presentavano in scena e proponevano i loro brani in maniera sempre spettacolare nascessero oggi? Domanda legittima, se mi è consentito, considerato che un'esibizione di quel tipo, vista oggi, sembra qualcosa di unico e sorprendente nell'attuale panorama del NULLA, in termini di proposta anche/soprattutto visiva (leggi animali da palcoscenico). Intanto buon ripasso.

Dall'album album Angel's Egg.

giovedì 7 luglio 2011

KEITH RICHARDS - Una vita fatta a pezzi


[ Mi è appena arrivato 'Life', ovvero la biografia di Keith Richards scritta a 4 mani con il giornalista James Fox che segue Richards dai primi anni '70. Spero di riuscire nell'impresa di leggerla, e tutta, durante le mie vacanze d'agosto a venire, anche se ho l'impressione che troverò molte cose già dette in passato come in questi spezzoni d'intervista, che lo stesso Richards rilasciò all'indomani dell'uscita del suo primo (e ottimo) album solista del 1988, Talk Is Cheap . A tal proposito ne approfitto per postarvi un suo live, tenuto in Olanda nel 1992] Buona lettura e buon ascolto.
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Devi essere un duro fisicamente, non ha importanza come lo fai, la cosa importante è conoscere te stesso. Io mi sono mantenuto con ogni genere di sostanza, non significa che ognuno debba fare così naturalmente. È solo questione di avere una coscienza intima del tuo corpo e della tua costituzione e della tua resistenza e di cosa puoi maneggiare e cosa non puoi. Specialmente quando hai una chitarra al collo tutto il tempo, hai un bel peso. Devi cercare di mantenere insieme delle persone nello stesso tempo….

Tu fai questo nonostante ciò che ti è capitato durante la tua vita.

Fai questo e altro … il rock business e i musicisti … è molto facile entrare nella droga. È come, l’ho già detto altre volte, non è niente di nuovo,, ma è come se tu fossi il pilota di un bombardiere e ti hanno riempito di anfetamine. È così che i musicisti cominciano a farsi, perché c’è sempre da fare il prossimo dannato concerto. Lavori 350 giorni all’anno e hai 500 miglia e più da fare per la serata, solo per la serata. Così cominci a farci l’abitudine, quando sei sull’orlo del collasso … “hey ragazzo questo ti farà bene …. È così che facciamo noi …. Eccotene un paio”. E avanti così. Perché ti fanno lavorare fino alla morte nel music business, specialmente al livello in cui hai un concerto ogni sera.

Che ne pensi del music business?

Non molto. Ho cercato di evitare di pensare a quello. Ma io uso un’equazione: 98% merda e 2% di bellezza.

Tu hai cominciato in così tenera età che non hai avuto nemmeno il tempo di pensarci.

No. Un minuto prima eravamo una devota blues band per la quale una serie di concerti pomeridiani a Londra significava il culmine del successo e un minuto dopo trascorrevamo cinque anni suonando davanti a un pubblico ti teenagers urlanti senza che nessuno potesse ascoltarci realmente. Brian Jones ha spesso canticchiato “Popeye the Sailor Man” durante i concerti. Nessuno sentiva un accidente. L’idea di Charlie Watts era i essere un musicista serio, una specie di batterista jazz newyorkese. Voleva essere un Philly Joe o un Max Roach, per poi ritrovarsi nel mezzo di dodicenni tredicenni che gli urlano contro e si bagnano i pantaloni. Era veramente imbarazzante!

Hai suonato con non pochi chitarristi d’accompagnamento da Brian a Ronnie Wood e Mick Taylor.

Tutti grandi. Brian … Brian lasciò la chitarra molto presto. Era grande all’inizio. Brian fu il primo ad essere affascinato dal ruolo di pop star e lasciò andare la chitarra nonostante lui ed io avessimo spesso tutto il tempo a capire Jimmy Reed, e Chuck e Bo Diddley e Howlin’ Wolf e Muddy Waters e come due chitarre devono lavorare insieme. Lavoravamo davvero duro e questo perchè mi piaceva. È importante saper suonare con un’altra chitarra. Hai molto più spazio per muoverti e per suonare e nello stesso tempo dai più profondità al suono. Un chitarrista deve correre di qua e di la tutto il tempo. Non c’è mai abbastanza fiato per un chitarrista. La cosa meravigliosa è quando suoni con ragazzi che non hai mai incontrato, tu lasci andare il ritmo e quell’altro subito lo raccoglie e non sai chi sta suonando cosa, questo è sempre ciò che ho amato della chitarra.




01.Take It So Hard - 02.Eileen - 03.Wicked As It Seems - 04.Gimme Shelter - 05.Yap Yap - 06.How I Wish - 07.Too Rude - 08.Big Enough - 09.999 - 10.Demon - 11.Time Is On My Side - 12.Hate It When You Leave - 13.I Could Have Stood You Up - 14.Band introduction - 15.Before They Make Me Run - 16.Bodytalks - 17.Will But You Won’t - 18.Happy - 19.Whip It Up

sabato 18 giugno 2011

KURT COBAIN, parole in utero




" Mi sono accorto che in un disco basta infilare un paio di canzoni passabili e a nessuno importa se le altre sono autentiche stronzate scopiazzate. Se fossi stato furbo, avrei messo da parte molti brani di Nevermind per poi pubblicarli un po’ alla volta nell’arco di quindici anni, ma non ne sono capace. Tutti gli album che ho sempre amato ci hanno regalato una grande canzone dopo l’altra: Rocks degli Aerosmith, Never Mind the Bollocks dei Sex Pistols, II dei Led Zeppelin, Back in Black degli ACDC. In Utero non è particolarmente più crudo e più emotivo degli altri dischi, i coglioni mi girano ancora per le stesse ragioni di qualche anno fa. C’è gente che senza motivo fa del male ad altra gente e io voglio massacrarla, questo è il succo. Invece tutto quello che so fare è urlare nel microfono " .
Kurt Cobain


martedì 31 maggio 2011

GRANT HART - Evergreen Memorial Drive



Una bella intervista del 2004 a Grant Hart, con tanto di inedito Evergreen Memorial Drive. Buona lettura e buon ascolto. Di seguito un estratto:



[How can people hear the song "Evergreen Memorial Drive?" It's a really stirring number that people may have heard at your live shows but they may not be able to hear it again after that.]


Well, unfortunately, two sources I believe, are both out of print. Now, one that I would discourage people from seeking out is the Restless [Records] album. If I could edit that into an extended play single, I'd be happier with it. But it was a project that was compromised from the very beginning. Then there was like a BBC-only, no wait. . . a small label named "Black Box" that did a different version. . . that was uh, I think limited to 500 copies. I'm going to have to do my homework on that one. But what's really funny about that Restless album and that's the Nova Mob album with the chimney on it. . . is that for eight months we had been talking to Rykodisc and Rykodisc was talking to us. . . They dropped the project back in my lap after we were already in the studio. So signing with Restless was kind of like a bail out the lifeboat kind of operation. And Restless at the time had made P&D [packaging and distribution] deals with Twin-Tone Records and immediately started dropping things from the catalog. They immediately started dropping entire labels from the catalog. And just not fulfilling what Twin-Tone had set out to do. And what's really ironic now is that now Restless is out of the picture but their liabilities have been assumed by Rykodisc. And according to a letter I got, it says that there have not been any copies sold in nine months, which to me tells me that they're all at distributors already or that they've kept it out of print. What I'd like to do with the next group of people is to take a small group of those songs and put them back in the hands of the listeners. You know, record them again. You know, you can never go back to the place that you were when you were originally recording it but with an eye to the past and grounded in the reality of the present you can do just as good of a job.

sabato 23 aprile 2011

EELS - a proposito di Electro-shock Blues




[  Il suicidio della sorella. La morte della madre per un cancro ai polmoni. Tutto il dolore nelle parole di Mark Oliver Everett all'uscita del disco Electro-Shock Blues degli EELS, seguito del fortunato Beautiful Freak. Quì la recensione di ondarock. ]


" Ho sempre pensato che Beautiful Freak fosse un biglietto d’auguri che io spedivo al mondo, un disco piacevole da ricevere. Affrontare Electro-shock Blues sarà indubbiamente molto più difficile. È un disco positivo per me, ma forse per gli altri sarà difficile entrarci. Dubito che la gente possa canticchiare con facilità canzoni che parlano di cancro, di ospedali e di morte. Prima di questo disco, non scrivevo mai su argomenti troppo personali. Ma quello è successo era talmente importante, pesava così tanto nella mia vita, che non potevo fare a meno di parlarne nelle canzoni. A volte la vita è un’esperienza orribile e questo disco è una maniera – sicuramente inutile – di cercare di controllare quello che mi accade. Queste canzoni mi permettono di canalizzare e di controllare ciò che sento. Aiuta ad accusare il colpo, a far passare il tempo senza sentirsi spaventati da ciò che succede. Ma non è un progetto completamente egoistico. Sono sicuro che questo disco possa essere utili ad altri, a tutti quelli che hanno vissuto esperienze simili e che stanno ancora cercando di uscirne. Ho cercato di fare il punto sulle cose positive, a trarre degli insegnamenti da ciò che mi è accaduto. Il bilancio è che la vita è breve e preziosa e bisogna approfittarne ad ogni istante ".




martedì 12 aprile 2011

Vinicio Capossela - Ovunque Proteggi

[Ho trovato un po’ di materiale giornalistico piuttosto ingiallito (per lo più stralci di interviste e dichiarazioni di artisti) che ho conservato per un futuro che oggi sembra finalmente giunto. Questo è Capossela che risponde a Federico Guglielmi del Mucchio a proposito del disco, Ovunque Proteggi]


D:   Vedi quest’album come la naturale prosecuzione del precedente, anche se è trascorso un bel po’ di tempo?

R:    No, lo definirei un … capostipite, anche se ovviamente ci sono episodi che rimandano ai miei vecchi lavori. Tutto è nato da un titolo e da un brano che avevo composto all’epoca de “il ballo di san vito”, e che ora è diventato la title track. Non sapevo che parole metterci, ed Evan Lurie, mentre lo ascoltava disse “questa musica mi fa pensare al dispiacere per i peccati commessi, ma spinge verso la redenzione”. Il pezzo è stato come la costola di Adamo dalla quale è stata generata Eva, per rimanere legati a quella Bibbia che nelle canzoni è piuttosto presente.