lunedì 21 settembre 2009

THE MUSE - English style,
ITALIC - figuraccia style.

(VIA indie-rock.it)
Dopo l'ascolto di 'The Resistance' la nostra personale considerazione dei Muse era scesa ai minimi storici, per svariati motivi che vi spiegheremo nella recensione che uscirà tra non molto. Oggi, però, i ragazzi hanno cominciato a risalire la china, con un simpatico scherzetto durante l'apparizione a 'Quelli Che...', che potete vedere qui.La band inglese era negli studi RAI per presentare il nuovo singolo 'Uprising'. Come di consueto, nelle trasmissioni televisive nostrane è abolito il concetto di 'musica dal vivo', così il terzetto di Teignmouth ha pensato di approcciare il playback invertendo i ruoli.Il cantante e chitarrista Matt Bellamy è andato alla batteria, il bassista Chris Wolstenholme alla testiera e alla chitarra, il batterista Dominic Howard si è improvvisato bassista nonché vocalist. Il risultato è stato a dir poco esilarante.Ancor di più quando Simona Ventura, che ovviamente non si è accorta di nulla nonostante avesse già ospitato il gruppo in una propria trasmissione in passato, e che ha cominciato a intervistare Dominic come se fosse il leader della band. Alla domanda: "Chi di voi è fidanzato con una psicologa italiana?", Dominic ha risposto: "Il nostro batterista", senza che l'ineffabile conduttrice facesse una piega.Ora, non abbiamo l'intento insegnare il mestiere alla Ventura, ma consideriamo che se i conduttori di trasmissioni televisive nostrane si documentassero qualche volta (basterebbe un click su Wikipedia) sugli ospiti che hanno in studio, la qualità dell'offerta catodica nel nostro Paese ne guadagnerebbe, si eviterebbero brutte figure, e magari ci verrebbero risparmiate domande amene del tipo: "Ma è più grande la villa sul lago di Como di George Clooney o quella del vostro batterista?"

venerdì 18 settembre 2009

Alla ricerca dell’anima perduta!!!!

... Giamp dixit ...
L’anima, da qualunque punto la si consideri, altro non è che la nostra parte più profonda. Ma se noi siamo soliti vivere a livelli più superficiali la nostra esistenza, potremmo anche ignorarla o dimenticarla. Del resto, anche chi sia ben consapevole della sua esistenza, non può mai dire di averla interamente conosciuta, esplorata, compresa. Pagine si dovrebbero e potrebbero scrivere per tentare di spiegare tutto quanto regola la ricerca dell’anima. Tante altre sono state già scritte nel provare a farlo. Diciamo che per trovarla bisogna attraversare la Terra di Nessuno, vale a dire ciò che sta oltre la dimensione immediata e ben nota all’esistenza; e che al tempo stesso, sta al di qua della dimensione ulteriore, cioè della dimensione vera, quella al di fuori dell’esistenza stessa. Anche nella filmografia tale argomento è stato più volte affrontato. A tal proposito vi consiglio 21 Grammi - il peso dell’anima- con S. Penn, B. Del Toro ( regia Alejandro González Iñárritu ) , ed ancora Dead Man ( regia J. Jarmush ) con J. Depp . Per rendere più semplice il concetto, la Terra di Nessuno si trova fra il nostro io ordinario- quello che ama, odia, che desidera, che teme, che prende che lascia e in cui dimora l’Essere , residenza , quest’ultima, dei falsi desideri e dei falsi timori, delle ingannevoli aspettative e delle paure infondate, popolata dalla folla turbata e solitaria che, ubriacandosi di rumori e azioni cerca la propria nostalgia primitiva. Di primo acchito il titolo e quanto detto sopra potrebbe sembrare strampalato e fuori luogo, ma se non altro una domanda sorge istintiva. Occorre davvero andare alla ricerca di qualcosa che già possediamo? Può una concezione Dualistico-Platonica,( e con essa la cultura giudaico- cristiana da cui proveniamo ed in cui viviamo) , sostenuta poi dal concetto filosofico del cristianesimo, che vede l’anima come qualcosa separato dal corpo e che riceverà un premio per la condotta morale in vita , imporre regole di come vivere la ricerca della propria terra di nessuno, del proprio essere e di seguito della propria anima? Ragionandoci sopra una analisi su questo argomento richiederebbe, come dicevamo, molte, ma molte più pagine e un paradosso emerge. Il paradosso della situazione sta nel fatto che rimanere presso le terre ben note( cioè all’interno di condotte di vita scontate ), vuol dire continuare ad ignorare la nostra stessa anima; mentre porsi all'avventura ( rischiando l’ira della pubblica opinione ), senza alcuna garanzia di successo, significa compiere il movimento decisivo per la reintegrazione di noi stessi. Pertanto, attaccarsi alle proprie timide sicurezze, equivale a perdersi; mettersi a repentaglio, a ritrovarsi. Lo so questo discorso sta prendendo una piega molto intimista, ma mi è sorta nel momento in cui riflettevo su un discorso fatto mangiando una pizza con due splendide persone ed i loro figli in una sera ( fresca e ventosa ) d’estate. Per concludere direi di goderci questo brano dei Wintersleep - Weighty Ghost –il quale lascia ben pochi dubbi sul da farsi, e abbandonarsi nell’ esplorazione della parte più remota di se stessi alla ricerca di un qualche scintillio verso quella terra di nessuno che è luogo di ritrovo per la nostra anima. Chi ha orecchie per intendere intenda…

... Elvira dixit ...
La verità è che finchè saremo prigionieri di qualsiasi tipo di cultura religiosa, la nostra anima non potrà mai emergere, perché sarà imbrigliata dalle convenzioni sociali, e ciò che sarà giusto per il singolo a livello personale, ma non per tutti a livello sociale, dovrà essere perseguito a proprie spese, guadagnandone in felicità per essere riusciti a seguire la propria anima, ma pagandone lo scotto a livello sociale. Non parlo di interessi economici privati, i quali forse oggi come oggi, non suscitano più tanto scalpore, ma mi riferisco a scelte di vita che è facile commentare in una sera d’estate intorno a una pizza. La nostra anima per essere nutrita ha bisogno di spiritualità e io credo che, fermo restando quali siano i propri confini e quelli degli altri per il buon vivere civile, ognuno ha il diritto di cercarla come e dove meglio crede, non necessariamente in una chiesa o in una moschea, arroccandosi su certi principi e lasciando fuori il resto. La vita è una e va vissuta nel rispetto di se stessi e di ciò che la nostra anima ci chiede… VIVERE è difficile!

giovedì 17 settembre 2009

MUSE - The Resistance - download

Leggendo un'intervista di qualche giorno fa a Matt Bellamy, mi sono fatto due risate: si è dichiarato seriamente preoccupato perchè, parole sue, "Ho letto da qualche parte che nel giro di sette giorni il Regno Unito rimarrà senza petrolio. Altri sette giorni e saremo senza cibo". dopodichè pare sia andato addirittura a far scorta di fagioli al supermercato. Le paranoie del cantante dei Muse erano già note, ma ora sembra stia peggiorando...o forse siamo noi che viviamo all'oscuro di tutto, chissà. Di una cosa certamente non sono all'oscuro e ora neanche voi: su museresistance.com è possibile scaricare l'intero nuovo album "The Resistance", senza sganciare un centesimo. Del resto se tra un paio di settimane non ci sarà più cibo, perchè uno dovrebbe comprarsi un cd? E pensare che la data di Milano dei Muse è già sold out, poveri illusi!

mercoledì 16 settembre 2009

ARCTIC MONKEYS - Humbug

Leggendo in giro per la rete molte sono le considerazioni riguardo l’ultimo lavoro degli Arctic Monkeys. Quella che mi ha colpito resta la considerazione di un giornale britannico.
Ovviamente io mi dissocio da quanto asserito dal più noto Tabloid britannico - The Sun - il quale sostiene che il terzo lavoro a firma Turner e soci- alias Arctic Monkeys-, sia quanto di più deludente mai prodotto dalla band, la quale passava agli onori grazie alle doti di freschezza, gioia e arguzia dei precedenti due album. Indubbiamente ogni qualvolta una band arriva al secondo o terzo lavoro chissà perché le critiche vengono elergite copiose. Sarà per le collaborazioni che a me stanno tanto a cuore con J. Homme dei QueenOfTheStoneAge, il quale nel lavoro di produzione ha impresso quella giusta nota di acidità desertificata a lui e a noi tanto cara. Lo si sente da come basso e batteria impongono la ritmica ancor prima dei riff di chitarra e dai coretti da lui stesso interpretati. Sarà anche per la scelta di non virare verso paradisi elettronici, come la maggior parte delle indie-bands ha già fatto, sia stata la cosa più intelligente seppure rischiosa delle Scimmie Artiche. E sarà anche per scelta del titolo - Humbug- ; possiamo immaginare che l’anima dura che lo caratterizza racchiuda però una freschezza al suo interno (di fatti le hum-bug sono una caramella alla menta particolare) o dovremmo presupporre che il lavoro altro non è che un lavoro imbroglione e disonesto atto ad accaparrarsi fette di pubblico (altra traduzione per humbug) e fraudolentemente disco della maturità artistica e dalle influenze psichedeliche invece che della transizione coraggioso ed audace. Cosa dirvi. Per me una svolta ottima con 10 brani compatti che non deludono ma che magari vanno ascoltati più di una volta prima di venire trasportati su una spiaggia irreale
(Americana) mangiando peyote e bevendo mescal (a me l’ultimo sorso)!!! Dissociarsi non è reato!!! Buon ascolto.
Giamp

venerdì 11 settembre 2009

THE TEMPER TRAP - Conditions

Così di primo impatto resto folgorato non tanto dalla originalità, perché si sa oggi resta elemento in discussione, ma la folgorazione mi prende quando in una fine estate così profumata e malinconica nel tentativo di godere degli ultimi bagliori che solo la stagione estiva sa regalare, ascolto questa miscela di suoni e parole che mi riporta a U2 dei tempi che furono conditi in salsa Coldplay ed innaffiato da ottimi vini come Radiohead d’annata .
E per dessert non può che esserci un rimando ai Cure co n bollicine dolci TV On The Radio d.o.c.g. Godibilissimo il loro lavoro risalente agli inizi di un sempre più promettente 2009, “ Conditions”. Ottima promessa della terra d’Australia. Giamp.

mercoledì 9 settembre 2009

DAN AUERBACH :
@ Live In Session On KCRW @
Non proprio una memorabilia, certo, più semplicemente il completamento dell'omaggio al grande Dan Auerbach (non è che dobbiamo aspettare per forza la sua dipartita per ricordarlo). Un breve concerto radiofonico come se ne fanno negli Stati Uniti per promuovere un nuovo album. La session è stata tenuta presso la famosa radio KCRW che di certo vanta poca arroganza e non punta il dito contro chi ascolta musica per una presunta mancanza di cultura. Un vecchio adagio recita: chi sa fa, chi non fa insegna. (purtroppo nda). Enjoy!


tracklist:
01.(=Intro=) - 02.Mean Monsoon - 03.My Last Mistake - 04.Money & Trouble - 05.Prowl - 07.I Want Some More - 08.Real Desire - 09.Streetwalking - 10.Keep it Hid - 12.When the Night Comes - 13.(=Outro=)

martedì 8 settembre 2009

San Auerbach prega per noi
Che hai qualche probblema !!??!!!
Eh si , quasi ci rimettevo il mio nasone e l'onore davanti alla mia famiglia. Circolavo per il litorale viestano, obiettivo: spiaggia di Portonuovo. Mi permetto di smanacciare l'individuo che a bordo della sua bella BMW mi sorpassa in curva rischiado di buttare me e le due bici che mi precedevano, fuori strada. Non l'avessi mai fatto!!! Il tizio si ferma poco sopra. Mi affianca a piedi. Mi prende per cravattino (ahi, i peli del torace!!) e mi dice: "Che tijne qualcche ppvobblem??? Ed io , no, problemi non ne ho , ma se evitassimo di farci del male , magari.....
E lui: si f'urtnet che tin a figghjete ddret....."
E va via. Lasciando un senso di amarezza che ancora non digerisco. E allora provo a consolarlo con il testo di Dan Auerbach, chissà , magari pensando a problemi come quelli citati nel testo, dimentico e digerisco!!!!
Giamp.
p.s. le doppie non sono da considerarsi errori. e che il tipo proprio le usava in abbondanza, come del resto qualche sostanza dal vago sentore illegale.....

Dan Auerbach - Trouble Weighs a Ton
What's wrong, dear brother? Have you lost your faith?
Don't you remember a better place?
Needles and things, done you in
Like the setting sun
Oh, dear brother, trouble weighs a ton
What's wrong, dear sister? Did your world fall down?
Men misuse you and push you around
Same story dear, year after year
Faith will run
Oh, dear sister, trouble weighs a ton
Trouble in the air
Trouble all I see
Does anybody care
Trouble killin' me
Whoa, it's killin' me
What's wrong, dear mother? Has your child disobeyed?
Left you hurtin' in so many ways
What once was sweet, the sorrow and greet
Cannot be undone
Oh, dear mother, trouble weighs a ton
Oh, dear mother, trouble weighs a ton



giovedì 3 settembre 2009

QUELLO CHE LE RADIO NON DICONO
- playlist di Settembre -


Per farmi perdonare la mancata playlist di Agosto, ho inserito quattordici succosi brani, tutti scaricati in maniera dannatamente gratuita (mi stanno togliendo un po' il brivido di avere la RIAA alle costole....scherzavo), plus il nuovo video del leader degli Interpol, Julian Plenti, Games For Days.
Enjoy!






martedì 1 settembre 2009

DAN AUERBACH - Keep It Hid
(Bagno di fine estate nel Mississipi)
Il dubbio è di rigore…. Intendo dire: sarebbe riuscito Dan Auerbach nell’intento di coniugare amore e sofferenza, ingredienti indispensabili per un album blues che si rispetti?
Basterebbero scale blues, una manciata di accordi, una chitarra malconcia, il lento incedere dei polpastrelli sulle corde arrugginite di una chitarra per risolvere l’annoso problema? Può da solo il chitarrista e cantante del duo Black Keys - come nella miglior tradizione musicale - riuscire nell’intento di discostarsi dai lavori fatti in precedenza e superarsi se non almeno uguagliarsi nell’intento? Direi proprio di si. L’ascolto di Keep It Hid fuga ogni dubbio e ad una valutazione oggettiva troviamo che le composizioni sono davvero quanto di più blues abbiamo ascoltato nell’ultimo periodo. Sembra lontana la rabbia di Trickfreakness o l’assemblaggio ritmico di Attack and Release. Spolvera nell’ancestrale, nei campi di cotone, nella terra rossa d’Africa e sviluppa sonorità degne dei migliori bluesman. Muddy Waters, Robert Jonhson, BB King, Eric Clapton ( Cream ), Led Zeppelin o ancora a quanto di acustico abbia saputo regalarci il Boss negli anni, prima di appesantirsi ulteriormente con con la E- Street Band-. Scatena la sua visceralità. Amore e sofferenza, così come nella tradizione, qui l’anima del blues traduce la vita di ogni essere umano. Non lasciatevi confondere da canzoni apparentemente spensierate, Keep It Hid è davvero la quintessenza del blues a marchio Dan Auerbach. Il miglior ascolto della categoria per questa estate 2009. Buon ascolto.
Giamp
TUTTO A POSTO E NIENTE IN ORDINE
Arieccoci. Un post per rimetterci in moto. E ci voleva una bella scossa. Questa Fell In Love With a Girl dei White Stripes, considerato da Pitchfork, (che ha pubblicato da poco una classifica di 50 canzoni) il miglior video del decennio. Scelta discutibile, come sempre, ma musicalmente mi serviva una scossa per ripartire con il lavoro e la canzone in questione fa in pieno il suo dovere.