giovedì 14 gennaio 2010

JAY REATARD dies at 29


La fine in un titolo. L'album d'esordio di Jay Reatard si chiama Watch Me Fall, uno dei tanti usciti dalla Matador Records. Un buon garage sound lasciava ben sperare per il futuro. Così non sarà. R.I.P.

mercoledì 13 gennaio 2010

THE MACCABEES - Wall of Arms

Ammappete ragazzi e quanto mi attizza questo nuovo disco dei Maccabees. Sempre più convinto che i ragazzi di Brighton sappiano dove vogliano dirigersi. Colour It In del 2007 ha lasciato un brillante sapore seppure non si trovino in esso sonorità particolarmente pastose o dense di tensione emotiva, quanto più facilmente una musica immediata aspra e spontanea. A dimostrazione delle loro indubbie capacità a distanza di due anni danno alla luce Wall of Arms, in cui prendono le redini della loro musica e la conducono in quei paesaggi che tanto ci stanno sbalordendo e che fanno capo a Arcade Fire, Okkervill River e compagnia bella. Disco provvisto di orchestrazioni elaborate non privo dell’immediatezza del primo disco che li ha contraddistinti nel 2007 e che sposta l’asse del potere musicale dei Maccabees inevitabilmente verso il Canada, probabile nuovo Eldorado musicale, ne è dimostrazione lampante la virata di produzione dell’album in cui è stato coinvolto Markus Dravis che già ricordiamo per il brillante consenso di pubblico con Neon Bible degli Arcade, appunto.  La band gode, per sua fortuna, dell’ indifferenza della critica in patria ( la quale è presa da tutt’altro ) e questo piuttosto che essere una barriera risulta invece essere un vantaggio lasciando limiti ampi di sperimentazione e ricerca stilistica e in senso generale lasciano intendere che la miscela istintiva, impetuosa e nervosa precedente, magistralmente abbinata ad una scrittura di assetto wave non ci lascia rimpianti su quanto precedentemente sentito per mano di Futurheads, Bloc Party ( in tempi recenti) Xtc, Sound, Talking Heads ( pensando a quanto è stato). Sarà inoltre, che non ho nutrito sin dagli esordi la contrapposizione tra Maccabees e White Lies che seppure viaggino su territori diametralmente opposti non dovrebbero lasciar dubbi sulla autenticità dei primi a discapito dei secondi; trovo che questo nuovo disco porti ulteriormente i primi su un gradino più alto in termini di innovazione nel territorio britannico.
Il disco nel complesso sembra essere non una semplice raccolta di brani e tanto meno un imitazione di Neon Bible degli Arcade Fire ( sebbene l’influenza sia tangibile ), ma piuttosto l’animoso esperimento di galleggiare nel pantano della massificazione indies che assilla gran parte delle cose uscite dalla terra di Alba, Albione, Britannia (o come meglio vi aggrada), ultimamente. E i White Lies ,come anzidetto, ne sono un esempio lampante. In sintesi i brani di cui non potremmo fare a meno: One Hand Holding, Young Lions, No Kind Words, Dinosaurs, Kiss and Resolve, Seventeen Hands. La domanda è legittima e la risposta la darà il tempo. Riusciranno i nostri eroi a raccogliere il frutto di tanta passione?
Buon Ascolto
Giamp
p.s. E chi l’ha detto che solo le band che hanno più passaggi radiofonici, o quelle che godono del privilegio di vedere arrivare un loro brano per qualche pubblicità televisiva, o quelle che le vendite sono pompate a dismisura debbano essere reputate portatrici di buone cose ed essere considerate Next big thing?

lunedì 11 gennaio 2010

JEFF BUCKLEY
- Live @ Glastonbury - 24.6.2005


Non so se anche voi, come me, avete qualche disco che ha attraversato un momento particolarmente sentito, doloroso, della vita. Un disco che lo avete lasciato là nello scaffale e che avete giurato di non tirarlo fuori mai più per non evocare i fantasmi del passato. Io ne ho più di uno. Grace è uno di quelli. Beh oggi in parte lo rispolvero (visto che si parla del live) e devo dire che fa meno male di quanto pensassi. Da tutti ritenuto un angelo in terra a distanza di tempo ritengo invece che fosse "dannatamente diabolico". Ogni sua canzone, questo è molto vero, inizia con l’accarezzarti l’anima ma finisce inesorabilmente per strappartela brutalmente dal petto. Il dispiacere per la sua breve carriera finita nelle acque del Mississipi, unitamente all’interrogativo su quali altri livelli sarebbe stato in grado di proporre la sua musica, mi accompagnerà tutte le volte che un suo cd girerà nel mio lettore. Questo live in quel di Glastonbury del giugno 2005 rimane una delle tante e formidabili testimonianze che il grande Jeff ci ha lasciato, nonchè uno dei più bei live di sempre. Band in gran forma e Buckley che incanta con la sua incredibile voce, che a volte sembra spezzarsi, a volte vibra al limte del sopportabile ma che finisce sempre col devastare l'animo di chi lo ascolta. Da notare la mancanza dell'effetto "coro da chiesa" del pubblico astante, durante l'ascolto delle canzoni, gustate, invero, in religioso silenzio. Pubblico che tributa invece la dovuta acclamazione nel finale di ognuna delle esibizioni. Non perdetevi l'uno-due da ko di Eternal Life (in una acidissima versione) e Kick Out The Jam dei MC5. Nell'attesa che anche su questo live "l'adorabile" madre ci metta le mani sopra vi auguro un ottimo ascolto di un'ora di pura estasi.
... another twisted love song ...

[ track list ]
01. Dream Brother - 02. Lover, You Should've Come Over - 03. So Real - 04. Last Goodbye - 05. What Will You Say - 06. Mojo Pin - 07. Eternal Life - 08. Kick Out The Jam - 09. Grace

venerdì 8 gennaio 2010

A PLACE TO BURY STRANGERS - Exploding Head
E invece di seppellire, questo rumorosissimo trio statunitense, da Brooklin, ha resuscitato tutte quelle sonorità noise-shoegaze-dark e compagnia cantando. Generi molto simili e molto molto diversi, che sovente faticano a fare amicizia con le mie orecchie. In questo caso i Place riescono a non essere troppo monocordi e fanno del loro meglio (riuscendoci in più di un'occasione) per omaggiare i Jesus & Mary Chain, My Bloody Valentine, Sister of Mercy e infine anche i Cure come ben dimostrato nella canzone/video sotto postata, quinta traccia di Exploding. Più sotto ancora la medesima canzone nel South Central Remix, in versione d/l gratuito. Molto interessanti.

A Place To Bury Strangers - Keep Slipping Away

A Place To Bury Strangers | MySpace Music Videos


giovedì 7 gennaio 2010

SCHOOL OF ROCK
di R. Linklater 2003

Vagate con la fantasia un po' ed immaginate se un giorno i vostri e i nostri figli disponessero dei mezzi per frequentare una scuola del rock. Una vera e propria scuola che formi in tutto, ma proprio su tutto ciò che è l'arte del R'n'R senza mezzi termini e che annoveri tra i propri insegnanti un rocker come Jack Black - musicista in cerca di gloria e fama e che ripiega sulla scuola la possibilità di riscatto nella vita piatta e fallimentare nel campo del Rock!!! Questo uno degli argomenti che il poco celebre e piuttosto discusso film School of Rock mette in evidenza. Le curiosità da scoprire nel film sono varie e attendibili quanto mai:
1) Il film è uno dei pochi in cui si può ascoltare una canzone dei Led Zeppelin: la band infatti non accetta mai di vendere la propria musica ai film. 2) Il personaggio di Jack Black nel film dice che il rock 'n' roll è stato ucciso da "a little thing called MTV!" (una piccola cosina chiamata MTV!). Casualmente School of Rock è stato realizzato dalla Paramount Pictures, una sussidiaria di Viacom, compagnia che ha lanciato MTV. 3) Il film è da molti considerato un omaggio agli AC/DC. Per esempio il fatto che la band alla fine si veste con la divisa scolastica ricorda l'immagine dei concerti degli AC/DC. 4) Jack Black inoltre usa una Gibson Sg, la stessa chitarra di Angus Young. 5) Il personaggio di Katie, la ragazzina che suona il basso, potrebbe essere ispirato a Kim Deal, unica presenza femminile e bassista del gruppo rock Pixies 6) Tutte le canzoni e gli album che Dewey cita e dà agli studenti sono vere canzoni e album (per esempio, a Lawrence cita Touch Me dei The Doors e Roundabout degli Yes, a Zack Iron Man dei Black Sabbath, Smoke on the Water dei Deep Purple e Highway to Hell degli AC/DC, a una delle coriste The Great Gig In the Sky dei Pink Floyd). E così via discorrendo. E poi con una colonna sonora di questo calibro volete non andare proprio a vederlo/cercarlo??? Magari tra un pranzo Natalizio ed una sosta in attesa del nuovo Anno un posticino per guardarsi un film lo trovate.
Buona visione
Giamp

lunedì 4 gennaio 2010

Eddie Vedder plays Springsteen
Ormai sono anni che il canto di Vedder mi fa sciogliere il sangue, soprattutto quando diventa più intimista. Ne cito giusto un paio: Man of the Hour e The Long Road nella versione con Nusrat Fateh Ali Khan. Poi guardi il Boss commuoversi sulla sua My City of Ruins cantata da Eddie e pensi che Lassù qualcuno ci ama. (thank's to pearljamonline.it)

There's a blood red circle
on the cold dark ground
and the rain is falling down
The church doors blown open
I can hear the organ's song
But the congregation's gone

My city of ruins
My city of ruins

Now the sweet veils of mercy
drift through the evening trees
Young men on the corner
like scattered leaves
The boarded up windows
The hustlers and thieves
While my brother's down on his knees

My city of ruins
My city of ruins

Come on rise up!
Come on rise up!

Now there's tears on the pillow
darling where we slept
and you took my heart when you left
without your sweet kiss
my soul is lost, my friend
Now tell me how do I begin again?

My city's in ruins
My city's in ruins

Now with these hands
I pray Lord
with these hands
for the strength Lord
with these hands
for the faith Lord
with these hands

I pray Lord
with these hands
for the strength Lord
with these hands
for the faith Lord
with these hands

Come on rise up!
Come on rise up!

Rise up
PLAGIAMOCI COSI', SENZA PUDOR

Apriamo il sipario del 2010 ritrovando gli attori che hanno chiuso il 2009 questo blog, i Counting Crows. Il caro coo-blogger Giamp mi segnala dalle terre trentine questa evidente scopiazzatura fatta dal Ligabue cantante che ha usato Walkaways dei Counitng Crows per scriverci sopra Una Vita da Mediano. Paragnosta a posteriori o paraculo senza remissione di peccato? Il 2010 vedrà l’uscita del nuovo album del Liga che personalmente ho apprezzato soprattutto nei suoi primi 3 lavori e più in generale per la sua abilità di “italianizzare”un certo repertorio classicamente a stelle e strisce. Una bella parentesi l’ha aperta e chiusa con il suo tour acustico e il relativo cd Giro d’Italia e, a dire il vero, a quel punto mi aspettavo che registrasse il suo Nebraska (ogni rocker ne dovrebbe fare uno nella vita). Invece ha ripreso a proporre le sue italiche americanate che, stando ai pienoni dei suoi concerti e ai martellanti passaggi radiofonici, gli danno ragione. Per i miei gusti non posso che sperare in qualcosa di meglio. A lui, comunque, i complimenti.

**** l'originale ****


**** il plagio? **** (dal 1m e 18 sec circa)

lunedì 28 dicembre 2009

A LONG DECEMBER
(& a happy new year)

A long december and there’s reason to believe

Maybe this year will be better than the last
I can’t remember the last thing that you said as you were leavin’
Now the days go by so fast


And it’s one more day up in the canyons
And it’s one more night in Hollywood
If you think that I could be forgiven … I wish you could

giovedì 24 dicembre 2009

Merry Christmas Mr BEAN

Certo non mi scompiscio davanti alla comicità di Mr. Bean ma questo sketch sul Natale e in particolare la scena in cui gioca con i pupazzetti del presepe (dal min. 2,30) mi mette di buon umore e mi ricorda di non prendere mai troppo sul serio le cose della vita. Buon Natale a tutti.

lunedì 21 dicembre 2009



Le 25 migliori canzoni (assolutamente gratuite) che hanno fatto parte delle playlist mensili del 2009 del blog.