giovedì 28 gennaio 2010

MOTHER STATION - Put The Blame On Me
Primi anni '90. Nel periodo d'oro della rinascita del southern rock (leggi soprattutto Black Crowes) anche questi Mother Station dissero la loro nel 1992 con l'esordio ed epitaffio A Brand New Bag. La voce "grossa" della cantante Susan Marshall, timbrica molto Jopliniana, veniva degnamente supportata anche da una notevole band. Ho riascoltato il cd a distanza di molto tempo e di certo non ha perso la freschezza di allora. Per chi ama il genere c'è di che leccarsi i baffi.

martedì 26 gennaio 2010

THE HEAVY - The House That Dirt Built
[2009]

Oh Fratello, calpesta i campi del Tennesse, attraversa le dune del deserto e quando la tua gola sarà arsa dal caldo, soddisfa la tua sete lungo le rive del Mississipi , ricorda prima di giungere al termine della tua traversata che Detroit è sempre la terra d'origine della Motown e che magari un passaggio da Marvin diretto a Seattle per jammare con Jimi e Plant non te lo negheresti per nulla al mondo. Poi una volta lì, indirizzati a Macon in Georgia avrete tempo e modo di ampliare la session a casa di James Brown e con ospiti come Mick Jagger capaci di rendere omaggio alla tradizione blues come pochi altri sanno fare, ed intonare brani epici che direttamente ti accenderanno ricordi di Sex Machine o di You Can't Always Get What You Want. Ma non avere timore di restare solo durante la tua traversata che ti conduce alle porte dell’inferno, un qualche diavolo ti guiderà fino al capolinea. Loro ti seguiranno, magari non subito, ma ti seguiranno stanne pur certo. E se anche per un attimo sentirai di essere solo e atterrito, sappi che lui prima di sprofondare negli abissi era un angelo, il più bello di tutti fra gli angeli e dalle sue labbra usciva una musica celestiale (ma noiosa). Ora che in alto non vive più ed ora che tutti sanno che la sua musica fa il pari con “dannati e belli”
Oh brother, si brother proprio tu, lasciati ingannare dalle note di questo disco che siamo certi sarà gettonatissimo da quelle parti.
Giamp



lunedì 25 gennaio 2010

PEDAGOGIA IN SALSA ROCK

C’è una mia amica, che fin dal primo momento in cui ha scoperto di aspettare il suo primo figlio, ha iniziato ad ascoltare musica classica, in accordo con le teorie pedagogiche che affermano che questo genere di musica ha un effetto calmante sui bambini sin da quando sono ancora nel grembo materno. Di fronte a un tale sfoggio di erudizione, ho provato sempre un certo disagio nell’ammettere che non solo io, in gravidanza, l’unico suono che gradivo era il silenzio, ma anche che il mio primogenito, a soli due anni, preferiva ascoltare Under the Bridge dei RED HOT CHILI PEPPERS piuttosto che una qualsiasi canzone dello Zecchino d’oro. Tutto questo fino a un paio di giorni fa, quando mio figlio (che oggi ha 8 anni), ha fatto ascoltare alla cuginetta di sei mesi, Just Breathe dei PEARL JAM. Fermo restando che Eddie Vedder ha una voce che, come direbbe in maniera colorita il Commissario Montalbano , "fa sangue" , e che affascina le donne da zero a cento anni, l’effetto che ha avuto sulla bambina è stato quello di immobilizzarla all’istante; sembrava proprio che ascoltasse la canzone con molto interesse e se la stesse godendo in pieno, in barba a tutte le teorie pedagogiche. Dubito che mia sorella durante la gravidanza abbia mai ascoltato ì Pearl Jam, per cui sarei portata a credere che anche bambini così piccoli abbiano  già dei gusti ben definiti in fatto di musica. Questo episodio, oltre ad avermi sollevata dai miei materni sensi di colpa, mi ha fatto piacere perché, per il mio gusto personale, trovo che Just Breathe sia una delle canzoni più belle dei Pearl Jam, mi piace particolarmente la frase dove Eddie dice di essere un uomo fortunato perché può contare su due mani le persone che ama ( i’m a lucky man to count on both hands the ones i love…). Un messaggio importante che dovremmo tenere bene a mente in ogni momento delle nostre giornate.
Elvira

venerdì 22 gennaio 2010


Surfando nella rete, anche questo mese siamo arrivati al momento della playlist. La selezione è stata dura. Ho dovuto accantonare almeno altri 5-6 brani meritevoli. Ad ogni modo eccovi 13 canzoni più propriamente indie rock oriented e altre 11 per chi preferisce il versante elettronico. Tutte facenti parte di album appena usciti o in arrivo e tutte assolutamente gratuite che potrete scaricare cliccando sul simboletto divshare. Video scelto i Retribution Gospel Choir. Enjoy!

Indie Rock

Elettronica et similia


giovedì 21 gennaio 2010

Thao with The Get Down Stay Down
Know Better Learn Faster

Sì anche il resto dell'album è carino, ma le due canzoni quì sotto hanno una marcia in più. Anche loro non entreraranno nella storia, certo, ma in verità fanno già parte della mia compilation della prossima estate. Due freschissime pop song di questo terzetto di NYC con il cantato di Thao che mi ricorda un po' quello di Edie Brickell. Finalmente si torna a fischiettare.
http://www.myspace.com/thaomusic



mercoledì 20 gennaio 2010

Il Dono - Tributo ai DIAFRAMMA


Nel vasto panorama musicale da me abbracciato nel corso di questi anni, i "gruppi italiani" dei primi anni ‘80 hanno occupato uno spazio ragguardevole. Oggi più che mai vado fiero di aver assistito i natali e ahimè il declino ( musicalmente parlando) di gruppi quali Neon, Litfiba (quelli veri), CCCP, Denovo, Walalla, Timoria, (che tra l’altro incontrai nel ’91 a Vieste e li coinvolsi per una intervista con Roberto brasileiro Soldano) e compagnia bella. Poi di seguito quando il filone rockindipendente non ha retto più il confronto, e passata l’onda new(wave) britannica, si sciolsero come neve al sole. Non tutti però. Molti approdarono a rivisitazioni di varia natura. Cito tra i tanti che hanno tentato di rimpastarsi, Piero Pelù, Giovanni Lindo Ferretti, Omar Pedrini ecc.. Di una band più di tutte vorrei, in questo mio intervento, parlarvi e che volutamente ho omesso tra i sopraccitati; band che malgrado le continue mutazioni di line-up, ha fatto scuola negli anni a venire, per altri (magari i Gong o chessò Modena City Ramblers) e che ha seminato con intelligenza nel panorama artistico italiano.  Parliamo dei Diaframma di Fiumani e co. Di loro poi sono tronfio in particolar modo per essere in possesso dei primi due vinili della loro carriera, coraggiosamente alieni dal punto di vista concettuale e musicale l’uno dall’altro. Distanti anni luce da ciò che fu il seguito della loro intensa carriera musicale. Parliamo di dischi dello spessore di Siberia e Tre volte lacrime.  A me il primo piacque moltissimo, quella voce tombale, funerea e poi d’un tratto il secondo con un cambio di linea vocale intensamente votata alla lirica. Proprio perché in grado di lasciare un segno musicale e a dimostrazione della loro mole artistica ( sono ancora vivi e vegeti e già gli tributano un disco !!!) vi propongo l’ascolto di una bellissima compilation di loro brani interpretati, ad omaggio, da artisti italiani affermati o meno. Il disco si chiama per l’appunto il Dono, godibilissimo, piacevole ed intenso nelle interpretazioni ora più che mai.
Cosa altro dirvi se non invitarvi ad ascoltarlo.
Giamp



lunedì 18 gennaio 2010

VAMPIRE WEEKEND - Contra

Ho atteso con entusiasmo l’uscita del nuovo lavoro dei Vampire Weekend. Hanno anticipato l’altro invocato lavoro dei MGMT che seppure pronto vedrà la luce in primavera. Ma torniamo ai Vampire Weekend. A me erano piaciuti nel debutto e non poco. Ho avvertito stranamente in questo nuovo disco una maggior vicinanza vocale, compositiva e ritmica, a quel Paul Simon di Graceland che tanto ho adorato e che probabilmente a New York ha lasciato un buon ricordo. Dopo il solito brevissimo periodo di ascolto - che non vuole essere pregiudizievole per eventuali ed obbligatori confronti liberi, tra liberi ascoltatori- fruitori della musica, ma solamente l’incipit per valutarne la consistenza a breve termine- alcuni interrogativi sorgono spontaneamente. La prima questione che mi  sono chiesto è appunto se Contra, il secondo lavoro a marchio VW, non potesse superare il primo lavoro di esordio, ottimo debutto per i 4 NewYorkesi. Presumo che oltre al sottoscritto molti altri si porranno la questione per il periodo a venire. Certamente non è, e non vuole essere meglio del primo, non ne ha nemmeno bisogno. Sarebbe davvero difficile emulare il primo lavoro in quanto carico di Hits che hanno retto bene il peso di questi anni, brevi ma intensi, che ci hanno separato dal secondo episodio targato Vampire Weekend. Altro annoso dubbio da cui non ci si può divincolare è la questione sulla possibilità che i VW potessero ripetersi, stessi suoni, stesse melodie. In poche parole vivere sugli allori, staticamente come le foglie in autunno sugli alberi ( ndr- si sta come d’autunno sugli alberi le foglie- Ungaretti- ) , e ad ascoltare il primo brano Horchata non è che tale tormento venga meno, sembra in effetti un proseguimento del precedente lavoro. Ma i brani a seguire, ad iniziare da White Sky passando per Taxi Cab, e finendo con Diplomat’s Son ci mostrano in assoluto che ci sbagliavamo e che facile è odiarli più difficile amarli, inseguirli. Ottima anche la scelta del singolo Cousins. Immediato, nevrotico Ska aggiornato rivisitato e che seppure privo di ottoni, ci collega ai Bad Manners piuttosto che ai Madness , impatto veloce per accattivare fette di pubblico. Beh, per dirla in parole povere e confrontandomi con gli ascolti dell’ultimo triennio li preferisco anche in questo 2ndo album ai soporiferi Eno - Byrne di Everything that….maestri da cui gli allievi VW hanno saputo attingere innestando a modo loro linee di basso funky, paesaggi alla Talk Talk, ritocchi new wave e pesanti come pure onnipresenti ritmi caraibici, ad altrettante linee hip-hop e percussioni elettroniche a rendere più gradevole il tutto. Un bel test di maturità targato New York e un inizio promettete per l’appena avviato 2010.
Giamp

venerdì 15 gennaio 2010

THE JACKAL contro TUTTI
E' finita un'altra durissima settimana di lavoro, sport, risate, e quotidiani scazzi familiari. Un po' di relax e qualche risata con questo gruppo di bravissimi videomaker napoletani che si diverte a rifare alla loro maniera i blockbuster cinematografici è quel che mi ci vuole. See you.
Altri video su http://www.thejackalweb.it/

break to the future


2012 contro vandammo
Un Collettivo Animale di tutto rispetto


In effetti le classifiche dell'anno dovrebbero stilarsi a mo' di dichiarazione dei redditi, tipo maggio-giugno dell'anno successivo ed avere così (quasi) la certezza di essere riusciti ad ottenere un quadro completo delle uscite musicali nel suo totale. Così succede che nell'ascoltare/vedere questo estratto dell'album degli Animal Collective, Brothersport, che è un brano bellissimo, mi devo in parte ricredere sulla bocciatura che gli prescrissi a suo tempo, vuoi per la fretta che la musica di oggi impone, vuoi per l'unanimità di apprezzamenti espressi dal sito Pitchfork, per il quale nutro un forma di snobismo, credo dovuta al fatto che venendo, io, da una formazione e un gradimento musicale molto americano, non sopporto il loro continuo apprezzamento e lo sbrodolarsi addosso per qualsiasi uscita, vada fuori gli stilemi classici della musica pop/rock.