THE LIVING END - What's on your radio?
What's your problem
What's on your mind?
You're letting everything fall by the wayside
Check the program
Stay on the line
The operator will be with you in no time
play loud ... of course
martedì 2 febbraio 2010
lunedì 1 febbraio 2010
EELS - End Times
Mr E(ccezionale ???)
Sorprendente sarebbe non ascoltarlo…….
“Qui giace un uomo che voleva soltanto rimanere solo”
Giamp
venerdì 29 gennaio 2010
giovedì 28 gennaio 2010
MOTHER STATION - Put The Blame On Me
Primi anni '90. Nel periodo d'oro della rinascita del southern rock (leggi soprattutto Black Crowes) anche questi Mother Station dissero la loro nel 1992 con l'esordio ed epitaffio A Brand New Bag. La voce "grossa" della cantante Susan Marshall, timbrica molto Jopliniana, veniva degnamente supportata anche da una notevole band. Ho riascoltato il cd a distanza di molto tempo e di certo non ha perso la freschezza di allora. Per chi ama il genere c'è di che leccarsi i baffi.
Primi anni '90. Nel periodo d'oro della rinascita del southern rock (leggi soprattutto Black Crowes) anche questi Mother Station dissero la loro nel 1992 con l'esordio ed epitaffio A Brand New Bag. La voce "grossa" della cantante Susan Marshall, timbrica molto Jopliniana, veniva degnamente supportata anche da una notevole band. Ho riascoltato il cd a distanza di molto tempo e di certo non ha perso la freschezza di allora. Per chi ama il genere c'è di che leccarsi i baffi.
martedì 26 gennaio 2010
THE HEAVY - The House That Dirt Built
[2009]
Oh Fratello, calpesta i campi del Tennesse, attraversa le dune del deserto e quando la tua gola sarà arsa dal caldo, soddisfa la tua sete lungo le rive del Mississipi , ricorda prima di giungere al termine della tua traversata che Detroit è sempre la terra d'origine della Motown e che magari un passaggio da Marvin diretto a Seattle per jammare con Jimi e Plant non te lo negheresti per nulla al mondo. Poi una volta lì, indirizzati a Macon in Georgia avrete tempo e modo di ampliare la session a casa di James Brown e con ospiti come Mick Jagger capaci di rendere omaggio alla tradizione blues come pochi altri sanno fare, ed intonare brani epici che direttamente ti accenderanno ricordi di Sex Machine o di You Can't Always Get What You Want. Ma non avere timore di restare solo durante la tua traversata che ti conduce alle porte dell’inferno, un qualche diavolo ti guiderà fino al capolinea. Loro ti seguiranno, magari non subito, ma ti seguiranno stanne pur certo. E se anche per un attimo sentirai di essere solo e atterrito, sappi che lui prima di sprofondare negli abissi era un angelo, il più bello di tutti fra gli angeli e dalle sue labbra usciva una musica celestiale (ma noiosa). Ora che in alto non vive più ed ora che tutti sanno che la sua musica fa il pari con “dannati e belli”
Oh brother, si brother proprio tu, lasciati ingannare dalle note di questo disco che siamo certi sarà gettonatissimo da quelle parti.
Giamp
[2009]
Oh Fratello, calpesta i campi del Tennesse, attraversa le dune del deserto e quando la tua gola sarà arsa dal caldo, soddisfa la tua sete lungo le rive del Mississipi , ricorda prima di giungere al termine della tua traversata che Detroit è sempre la terra d'origine della Motown e che magari un passaggio da Marvin diretto a Seattle per jammare con Jimi e Plant non te lo negheresti per nulla al mondo. Poi una volta lì, indirizzati a Macon in Georgia avrete tempo e modo di ampliare la session a casa di James Brown e con ospiti come Mick Jagger capaci di rendere omaggio alla tradizione blues come pochi altri sanno fare, ed intonare brani epici che direttamente ti accenderanno ricordi di Sex Machine o di You Can't Always Get What You Want. Ma non avere timore di restare solo durante la tua traversata che ti conduce alle porte dell’inferno, un qualche diavolo ti guiderà fino al capolinea. Loro ti seguiranno, magari non subito, ma ti seguiranno stanne pur certo. E se anche per un attimo sentirai di essere solo e atterrito, sappi che lui prima di sprofondare negli abissi era un angelo, il più bello di tutti fra gli angeli e dalle sue labbra usciva una musica celestiale (ma noiosa). Ora che in alto non vive più ed ora che tutti sanno che la sua musica fa il pari con “dannati e belli”
Oh brother, si brother proprio tu, lasciati ingannare dalle note di questo disco che siamo certi sarà gettonatissimo da quelle parti.
Giamp
lunedì 25 gennaio 2010
PEDAGOGIA IN SALSA ROCK
C’è una mia amica, che fin dal primo momento in cui ha scoperto di aspettare il suo primo figlio, ha iniziato ad ascoltare musica classica, in accordo con le teorie pedagogiche che affermano che questo genere di musica ha un effetto calmante sui bambini sin da quando sono ancora nel grembo materno. Di fronte a un tale sfoggio di erudizione, ho provato sempre un certo disagio nell’ammettere che non solo io, in gravidanza, l’unico suono che gradivo era il silenzio, ma anche che il mio primogenito, a soli due anni, preferiva ascoltare Under the Bridge dei RED HOT CHILI PEPPERS piuttosto che una qualsiasi canzone dello Zecchino d’oro. Tutto questo fino a un paio di giorni fa, quando mio figlio (che oggi ha 8 anni), ha fatto ascoltare alla cuginetta di sei mesi, Just Breathe dei PEARL JAM. Fermo restando che Eddie Vedder ha una voce che, come direbbe in maniera colorita il Commissario Montalbano , "fa sangue" , e che affascina le donne da zero a cento anni, l’effetto che ha avuto sulla bambina è stato quello di immobilizzarla all’istante; sembrava proprio che ascoltasse la canzone con molto interesse e se la stesse godendo in pieno, in barba a tutte le teorie pedagogiche. Dubito che mia sorella durante la gravidanza abbia mai ascoltato ì Pearl Jam, per cui sarei portata a credere che anche bambini così piccoli abbiano già dei gusti ben definiti in fatto di musica. Questo episodio, oltre ad avermi sollevata dai miei materni sensi di colpa, mi ha fatto piacere perché, per il mio gusto personale, trovo che Just Breathe sia una delle canzoni più belle dei Pearl Jam, mi piace particolarmente la frase dove Eddie dice di essere un uomo fortunato perché può contare su due mani le persone che ama ( i’m a lucky man to count on both hands the ones i love…). Un messaggio importante che dovremmo tenere bene a mente in ogni momento delle nostre giornate.
Elviravenerdì 22 gennaio 2010
Surfando nella rete, anche questo mese siamo arrivati al momento della playlist. La selezione è stata dura. Ho dovuto accantonare almeno altri 5-6 brani meritevoli. Ad ogni modo eccovi 13 canzoni più propriamente indie rock oriented e altre 11 per chi preferisce il versante elettronico. Tutte facenti parte di album appena usciti o in arrivo e tutte assolutamente gratuite che potrete scaricare cliccando sul simboletto divshare. Video scelto i Retribution Gospel Choir. Enjoy!
giovedì 21 gennaio 2010
Thao with The Get Down Stay Down
Know Better Learn Faster
Sì anche il resto dell'album è carino, ma le due canzoni quì sotto hanno una marcia in più. Anche loro non entreraranno nella storia, certo, ma in verità fanno già parte della mia compilation della prossima estate. Due freschissime pop song di questo terzetto di NYC con il cantato di Thao che mi ricorda un po' quello di Edie Brickell. Finalmente si torna a fischiettare.
http://www.myspace.com/thaomusic
Know Better Learn Faster
Sì anche il resto dell'album è carino, ma le due canzoni quì sotto hanno una marcia in più. Anche loro non entreraranno nella storia, certo, ma in verità fanno già parte della mia compilation della prossima estate. Due freschissime pop song di questo terzetto di NYC con il cantato di Thao che mi ricorda un po' quello di Edie Brickell. Finalmente si torna a fischiettare.
http://www.myspace.com/thaomusic
mercoledì 20 gennaio 2010
Il Dono - Tributo ai DIAFRAMMA
Nel vasto panorama musicale da me abbracciato nel corso di questi anni, i "gruppi italiani" dei primi anni ‘80 hanno occupato uno spazio ragguardevole. Oggi più che mai vado fiero di aver assistito i natali e ahimè il declino ( musicalmente parlando) di gruppi quali Neon, Litfiba (quelli veri), CCCP, Denovo, Walalla, Timoria, (che tra l’altro incontrai nel ’91 a Vieste e li coinvolsi per una intervista con Roberto brasileiro Soldano) e compagnia bella. Poi di seguito quando il filone rockindipendente non ha retto più il confronto, e passata l’onda new(wave) britannica, si sciolsero come neve al sole. Non tutti però. Molti approdarono a rivisitazioni di varia natura. Cito tra i tanti che hanno tentato di rimpastarsi, Piero Pelù, Giovanni Lindo Ferretti, Omar Pedrini ecc.. Di una band più di tutte vorrei, in questo mio intervento, parlarvi e che volutamente ho omesso tra i sopraccitati; band che malgrado le continue mutazioni di line-up, ha fatto scuola negli anni a venire, per altri (magari i Gong o chessò Modena City Ramblers) e che ha seminato con intelligenza nel panorama artistico italiano. Parliamo dei Diaframma di Fiumani e co. Di loro poi sono tronfio in particolar modo per essere in possesso dei primi due vinili della loro carriera, coraggiosamente alieni dal punto di vista concettuale e musicale l’uno dall’altro. Distanti anni luce da ciò che fu il seguito della loro intensa carriera musicale. Parliamo di dischi dello spessore di Siberia e Tre volte lacrime. A me il primo piacque moltissimo, quella voce tombale, funerea e poi d’un tratto il secondo con un cambio di linea vocale intensamente votata alla lirica. Proprio perché in grado di lasciare un segno musicale e a dimostrazione della loro mole artistica ( sono ancora vivi e vegeti e già gli tributano un disco !!!) vi propongo l’ascolto di una bellissima compilation di loro brani interpretati, ad omaggio, da artisti italiani affermati o meno. Il disco si chiama per l’appunto il Dono, godibilissimo, piacevole ed intenso nelle interpretazioni ora più che mai.
Cosa altro dirvi se non invitarvi ad ascoltarlo.
Giamp
martedì 19 gennaio 2010
WE ARE WOLVES - Holding Hands
recensione: ... one two three four ...
http://www.myspace.com/wearewolvesnoussommesloups
recensione: ... one two three four ...
http://www.myspace.com/wearewolvesnoussommesloups
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