martedì 2 febbraio 2010

THE LIVING END - What's on your radio?

What's your problem
What's on your mind?
You're letting everything fall by the wayside
Check the program
Stay on the line
The operator will be with you in no time

play loud ... of course

lunedì 1 febbraio 2010

EELS - End Times
Mr E(ccezionale ???)

Sorprendente come sempre, Mr. E al secolo Eels o Everett fate un po’ come vi pare, sfodera all’inizio di questo 2010 un disco e senza colpo ferire a soli 6 mesi da Hombre Lobo. E come se vi mandassero a pignorare i mobili, la macchina, l’impianto HiFi e voi al mattino alle 5 che svegli non sarete, resterete di stucco pensando: è un barba trucco (si vede che i miei figli mi hanno contagiato?), e ve ne tornate a letto increduli. L’impatto poi con il primo brano lascia perplessi ancor di più se tra le mani vi trovate la copertina di End Times appunto, ma l’ascolto vi porta a credere che sia un disco dei Black Heart Procession o giù di li. Impatto lacrimevole e triste alle 5 del mattino, per fortuna il tempo di passare alle tracce seguenti e già il respiro riprende un minimo di vigore e vi sentite più a vostro agio tra quei campi di margherite visti in Daisies of the Galaxy e avresti voluto trovare qualcosa che ti restituisse quei giocosi ritmi apprezzati in maniera brillante in Souljacker o appunto nel precedente lavoro. Ma ancora non sei sveglio abbastanza e di nuovo l’atroce dubbio che qualcuno non ti abbia svegliato per uno scherzo di cattivo gusto, riemerge. Disco di una solitudine disarmante, nudo, grezzo, sofferto. Chitarra, voce, registratore a 4 piste e un due tre via nel tunnel springstiniano. “Accipicchiolina” rimane pur sempre un disco di inizio anno e di quel folle(tto) di Mr. E,
Sorprendente sarebbe non ascoltarlo…….
“Qui giace un uomo che voleva soltanto rimanere solo”
Giamp





venerdì 29 gennaio 2010

STATE RADIO - Knights of Bostonia
Una canzone che postai in una playlist mensile di qualche tempo fa, Knights of Bostonia dei State Radio. Adesso è uscito il video, molto carino. La canzone fa molto Pogues, ideale per accompagnare una serata fatta di guinness e sigarette. Buon week end a tutti.

giovedì 28 gennaio 2010

MOTHER STATION - Put The Blame On Me
Primi anni '90. Nel periodo d'oro della rinascita del southern rock (leggi soprattutto Black Crowes) anche questi Mother Station dissero la loro nel 1992 con l'esordio ed epitaffio A Brand New Bag. La voce "grossa" della cantante Susan Marshall, timbrica molto Jopliniana, veniva degnamente supportata anche da una notevole band. Ho riascoltato il cd a distanza di molto tempo e di certo non ha perso la freschezza di allora. Per chi ama il genere c'è di che leccarsi i baffi.

martedì 26 gennaio 2010

THE HEAVY - The House That Dirt Built
[2009]

Oh Fratello, calpesta i campi del Tennesse, attraversa le dune del deserto e quando la tua gola sarà arsa dal caldo, soddisfa la tua sete lungo le rive del Mississipi , ricorda prima di giungere al termine della tua traversata che Detroit è sempre la terra d'origine della Motown e che magari un passaggio da Marvin diretto a Seattle per jammare con Jimi e Plant non te lo negheresti per nulla al mondo. Poi una volta lì, indirizzati a Macon in Georgia avrete tempo e modo di ampliare la session a casa di James Brown e con ospiti come Mick Jagger capaci di rendere omaggio alla tradizione blues come pochi altri sanno fare, ed intonare brani epici che direttamente ti accenderanno ricordi di Sex Machine o di You Can't Always Get What You Want. Ma non avere timore di restare solo durante la tua traversata che ti conduce alle porte dell’inferno, un qualche diavolo ti guiderà fino al capolinea. Loro ti seguiranno, magari non subito, ma ti seguiranno stanne pur certo. E se anche per un attimo sentirai di essere solo e atterrito, sappi che lui prima di sprofondare negli abissi era un angelo, il più bello di tutti fra gli angeli e dalle sue labbra usciva una musica celestiale (ma noiosa). Ora che in alto non vive più ed ora che tutti sanno che la sua musica fa il pari con “dannati e belli”
Oh brother, si brother proprio tu, lasciati ingannare dalle note di questo disco che siamo certi sarà gettonatissimo da quelle parti.
Giamp



lunedì 25 gennaio 2010

PEDAGOGIA IN SALSA ROCK

C’è una mia amica, che fin dal primo momento in cui ha scoperto di aspettare il suo primo figlio, ha iniziato ad ascoltare musica classica, in accordo con le teorie pedagogiche che affermano che questo genere di musica ha un effetto calmante sui bambini sin da quando sono ancora nel grembo materno. Di fronte a un tale sfoggio di erudizione, ho provato sempre un certo disagio nell’ammettere che non solo io, in gravidanza, l’unico suono che gradivo era il silenzio, ma anche che il mio primogenito, a soli due anni, preferiva ascoltare Under the Bridge dei RED HOT CHILI PEPPERS piuttosto che una qualsiasi canzone dello Zecchino d’oro. Tutto questo fino a un paio di giorni fa, quando mio figlio (che oggi ha 8 anni), ha fatto ascoltare alla cuginetta di sei mesi, Just Breathe dei PEARL JAM. Fermo restando che Eddie Vedder ha una voce che, come direbbe in maniera colorita il Commissario Montalbano , "fa sangue" , e che affascina le donne da zero a cento anni, l’effetto che ha avuto sulla bambina è stato quello di immobilizzarla all’istante; sembrava proprio che ascoltasse la canzone con molto interesse e se la stesse godendo in pieno, in barba a tutte le teorie pedagogiche. Dubito che mia sorella durante la gravidanza abbia mai ascoltato ì Pearl Jam, per cui sarei portata a credere che anche bambini così piccoli abbiano  già dei gusti ben definiti in fatto di musica. Questo episodio, oltre ad avermi sollevata dai miei materni sensi di colpa, mi ha fatto piacere perché, per il mio gusto personale, trovo che Just Breathe sia una delle canzoni più belle dei Pearl Jam, mi piace particolarmente la frase dove Eddie dice di essere un uomo fortunato perché può contare su due mani le persone che ama ( i’m a lucky man to count on both hands the ones i love…). Un messaggio importante che dovremmo tenere bene a mente in ogni momento delle nostre giornate.
Elvira

venerdì 22 gennaio 2010


Surfando nella rete, anche questo mese siamo arrivati al momento della playlist. La selezione è stata dura. Ho dovuto accantonare almeno altri 5-6 brani meritevoli. Ad ogni modo eccovi 13 canzoni più propriamente indie rock oriented e altre 11 per chi preferisce il versante elettronico. Tutte facenti parte di album appena usciti o in arrivo e tutte assolutamente gratuite che potrete scaricare cliccando sul simboletto divshare. Video scelto i Retribution Gospel Choir. Enjoy!

Indie Rock

Elettronica et similia


giovedì 21 gennaio 2010

Thao with The Get Down Stay Down
Know Better Learn Faster

Sì anche il resto dell'album è carino, ma le due canzoni quì sotto hanno una marcia in più. Anche loro non entreraranno nella storia, certo, ma in verità fanno già parte della mia compilation della prossima estate. Due freschissime pop song di questo terzetto di NYC con il cantato di Thao che mi ricorda un po' quello di Edie Brickell. Finalmente si torna a fischiettare.
http://www.myspace.com/thaomusic



mercoledì 20 gennaio 2010

Il Dono - Tributo ai DIAFRAMMA


Nel vasto panorama musicale da me abbracciato nel corso di questi anni, i "gruppi italiani" dei primi anni ‘80 hanno occupato uno spazio ragguardevole. Oggi più che mai vado fiero di aver assistito i natali e ahimè il declino ( musicalmente parlando) di gruppi quali Neon, Litfiba (quelli veri), CCCP, Denovo, Walalla, Timoria, (che tra l’altro incontrai nel ’91 a Vieste e li coinvolsi per una intervista con Roberto brasileiro Soldano) e compagnia bella. Poi di seguito quando il filone rockindipendente non ha retto più il confronto, e passata l’onda new(wave) britannica, si sciolsero come neve al sole. Non tutti però. Molti approdarono a rivisitazioni di varia natura. Cito tra i tanti che hanno tentato di rimpastarsi, Piero Pelù, Giovanni Lindo Ferretti, Omar Pedrini ecc.. Di una band più di tutte vorrei, in questo mio intervento, parlarvi e che volutamente ho omesso tra i sopraccitati; band che malgrado le continue mutazioni di line-up, ha fatto scuola negli anni a venire, per altri (magari i Gong o chessò Modena City Ramblers) e che ha seminato con intelligenza nel panorama artistico italiano.  Parliamo dei Diaframma di Fiumani e co. Di loro poi sono tronfio in particolar modo per essere in possesso dei primi due vinili della loro carriera, coraggiosamente alieni dal punto di vista concettuale e musicale l’uno dall’altro. Distanti anni luce da ciò che fu il seguito della loro intensa carriera musicale. Parliamo di dischi dello spessore di Siberia e Tre volte lacrime.  A me il primo piacque moltissimo, quella voce tombale, funerea e poi d’un tratto il secondo con un cambio di linea vocale intensamente votata alla lirica. Proprio perché in grado di lasciare un segno musicale e a dimostrazione della loro mole artistica ( sono ancora vivi e vegeti e già gli tributano un disco !!!) vi propongo l’ascolto di una bellissima compilation di loro brani interpretati, ad omaggio, da artisti italiani affermati o meno. Il disco si chiama per l’appunto il Dono, godibilissimo, piacevole ed intenso nelle interpretazioni ora più che mai.
Cosa altro dirvi se non invitarvi ad ascoltarlo.
Giamp