BUON FINE SETTIMANA LAVORATORI
La storia è questa: volevo chiudere la settimana postando qualche novità caduta nella Rete in questi giorni e da me prontamente pescata. Non ultima quella dei Drive by Truckers, da poco usciti con l'album The Big To Do e il singolo Working this Job (veramente nel resto del web la danno per the Fuckin Job, non so perchè). Mi sono ricordato, allora, di aver bozzato un post qualche giorno fa sul secondo video uscito a nome dei Retribution Gospel Choir che si chiama Workin' Hard. E allora mi sono detto: beh, a questo punto perchè non battezzare l'asino (si dice da noi alla contemporanea presenza di tre persone con lo stesso nome) sull'argomenteo del Duro Lavoro?. E così ho fatto riemergere una stupenda Workin too Hard di Southside Johnny che duetta, come nel bellissimo album, Better Days, con Jon Bon Jovi. Le prime due canzoni che ascolterete, seppur discrete e sul genere del rock più tradizionale, non raggiungono l'asso piglia tutto del Johnny sudista. Si suda, si suda, si suda. Tra poco stacco e chiudo tutto. Anche per me è finita un'altra settimana di duro lavoro. Ma stavolta con un sorriso in più.
DRIVE BY TRUCKERS - Working This Job
RETRIBUTION GOSPEL CHOIR - Workin' Hard
SOUTHSIDE JOHNNY w/JON BON JOVI - I've Been Working Too Hard
venerdì 19 marzo 2010
THE STOOGES tra i grandi di sempre
5 minuti per presentare e ricordare un altro pezzo di storia della musica e altri 5 per riascoltare gli Stooges suonare e cantare I Wanna Be Your Dog. Un "entusiasta" Iguana con tanto di medio alzato, che ha passato i 50, non rinuncia a cantare mezzo nudo. Sta cosa della Rock'n'Roll Hall of Fame mi ha sempre dato l'impressione di una sorta di museo delle cere delle rockstar (già me li vedo all'uscita dare il loro stampo per la statua). Ci sono anche i prezzemolini Pearl Jam che si divertono a ballare.
"the simbolize of the distruciotn of flower power and the introdution to the raw power"
Lunga vita al rock'n'roll.
5 minuti per presentare e ricordare un altro pezzo di storia della musica e altri 5 per riascoltare gli Stooges suonare e cantare I Wanna Be Your Dog. Un "entusiasta" Iguana con tanto di medio alzato, che ha passato i 50, non rinuncia a cantare mezzo nudo. Sta cosa della Rock'n'Roll Hall of Fame mi ha sempre dato l'impressione di una sorta di museo delle cere delle rockstar (già me li vedo all'uscita dare il loro stampo per la statua). Ci sono anche i prezzemolini Pearl Jam che si divertono a ballare.
"the simbolize of the distruciotn of flower power and the introdution to the raw power"
Lunga vita al rock'n'roll.
mercoledì 17 marzo 2010
Vi segnalo un'iniziativa del sito www.musicforaction.org volta a sensibilizzare le persone, una volta di più, al problema dei cambiamenti climatici. Il sito mette a disposizione la possibilità di scaricare gratuitamente una compilation tratta dal meglio delle esibizioni live del Bonnaroo festival di questi anni. E i nomi noti non mancano: Gov't Mule, The Decemberists, Ani Di Franco, Dave Matthews Band, Pearl Jam, Phish, Jack Johnson e altre belle presenze. Il sito richiede la registrazione per i soli residenti statunitensi, ma una volta inserita la mail potrete scaricare ugualmente, previo un codice che viene rilasciato immediatamente. Buon ascolto.Decemberists - The Wanting
Dave Matthew Band - Rapunzel
Gov't Mule - Banks of the Deep
Phish - Kill Devil Falls
martedì 16 marzo 2010
ANGUS & JULIA STONE
versus
WHITE STRIPES
(ci sono fratelli e fratelli)
L'ascolto della tornata quindicinale delle novità in streaming offerta dal sito http://www.spinner.com/, mi ha dato modo di conoscerne una, molto interessante da segnalare, che si pone nel nuovo filone romatico e ben confezionato da duetti familiari. Lo scorso anno c'è stato quello stupendo dei The Swell Season. Adesso questo, a nome dei fratelli Angus & Julia Stone from Australia of course. Un album Down the Way, fatto di 13 belle canzoni che trovano la massima espressione in Black Crow (video), Yellow Brick Road e Draw Your Swords. Disco ideale per accogliere l'arrivo (mai tanto atteso come quest'anno) della primavera. Invero, una strana conicidenza questa dei consanguinei Stone, concomitante con l'uscita del live di altri due fratelli e certamente più famosi, ovvero i White Stripes che lo stesso sito, di cui vi parlavo, ne ha inserito il concerto. Nemmeno a farlo apposta, l'amico Giamp,qualche giorno fa, mi aveva inviato la mail da postare sui fratellini "Stricia" (che trovate subito dopo il video degli Stone), fornendomi così (come fa magnificamente da una vita) l'assist per parlare di entrambe le novità.
Angus and Julia Stone - Black Crow
... WHITE STRIPES - Under Great White Northern Lights
Jack White per colazione, Jack White per pranzo, Jack White a merenda, Jack White per cena. Insomma Jack White in tutte le salse. Passati gli ultimi due anni a coltivare progetti paralleli (The Racounters, Dead Weather) mi accorgo di sfuggita di intravedere, ma più che altro sentire la sua voce che duetta con Alicia Keys .... una simbiosi a quel che si vede che non avremmo voluto vedere. Infiocchettato a dovere e dismessi i panni del duro e bastardo del Punk - Rock ci sorbiamo Another way to Die. Colonna sonora di Quantum of Solace ovvero la saga interminabile degli 007. Se non altro questo cofanetto di cui vi segnalo l'uscita fa tirare un sospiro di sollievo ai fans più ribelli. Il cofanetto in questione vede Jack White ritornare al suo vecchio amore e cioè i White Stripes che collocano in stampa: Under Great White Northern Lights. Un box-set che include un DVD del documentario, un DVD del live con cui la band ha celebrato i dieci anni di attività, il CD dello show e la versione in vinile da 180 grammi. Un 7" sempre in vinile con tracce dal vivo (con "Icky Thump" e "The Wheels on the Bus"), un libro di 208 pagine con foto del tour scattate da Autumn de Wilde e un'introduzione del regista Jim Jarmusch. E, infine, un poster di Rob Jones. Fiuuuuuuuuuuuuuuu !!!!!!!!!!!! Pensate, il tutto alla modica cifra di 121 euro circa. Credevo peggio!!!!!Giamp
versus
WHITE STRIPES
(ci sono fratelli e fratelli)
L'ascolto della tornata quindicinale delle novità in streaming offerta dal sito http://www.spinner.com/, mi ha dato modo di conoscerne una, molto interessante da segnalare, che si pone nel nuovo filone romatico e ben confezionato da duetti familiari. Lo scorso anno c'è stato quello stupendo dei The Swell Season. Adesso questo, a nome dei fratelli Angus & Julia Stone from Australia of course. Un album Down the Way, fatto di 13 belle canzoni che trovano la massima espressione in Black Crow (video), Yellow Brick Road e Draw Your Swords. Disco ideale per accogliere l'arrivo (mai tanto atteso come quest'anno) della primavera. Invero, una strana conicidenza questa dei consanguinei Stone, concomitante con l'uscita del live di altri due fratelli e certamente più famosi, ovvero i White Stripes che lo stesso sito, di cui vi parlavo, ne ha inserito il concerto. Nemmeno a farlo apposta, l'amico Giamp,qualche giorno fa, mi aveva inviato la mail da postare sui fratellini "Stricia" (che trovate subito dopo il video degli Stone), fornendomi così (come fa magnificamente da una vita) l'assist per parlare di entrambe le novità.
Angus and Julia Stone - Black Crow
... WHITE STRIPES - Under Great White Northern Lights
Jack White per colazione, Jack White per pranzo, Jack White a merenda, Jack White per cena. Insomma Jack White in tutte le salse. Passati gli ultimi due anni a coltivare progetti paralleli (The Racounters, Dead Weather) mi accorgo di sfuggita di intravedere, ma più che altro sentire la sua voce che duetta con Alicia Keys .... una simbiosi a quel che si vede che non avremmo voluto vedere. Infiocchettato a dovere e dismessi i panni del duro e bastardo del Punk - Rock ci sorbiamo Another way to Die. Colonna sonora di Quantum of Solace ovvero la saga interminabile degli 007. Se non altro questo cofanetto di cui vi segnalo l'uscita fa tirare un sospiro di sollievo ai fans più ribelli. Il cofanetto in questione vede Jack White ritornare al suo vecchio amore e cioè i White Stripes che collocano in stampa: Under Great White Northern Lights. Un box-set che include un DVD del documentario, un DVD del live con cui la band ha celebrato i dieci anni di attività, il CD dello show e la versione in vinile da 180 grammi. Un 7" sempre in vinile con tracce dal vivo (con "Icky Thump" e "The Wheels on the Bus"), un libro di 208 pagine con foto del tour scattate da Autumn de Wilde e un'introduzione del regista Jim Jarmusch. E, infine, un poster di Rob Jones. Fiuuuuuuuuuuuuuuu !!!!!!!!!!!! Pensate, il tutto alla modica cifra di 121 euro circa. Credevo peggio!!!!!lunedì 15 marzo 2010
MIDLAKE - The Courage of the Others
I Midlake hanno dimostrato in precedenza di non volersi soffermare sugli stessi scenari per più di un attimo. Band che con il primo disco ha pagato tributo, più di ogni altra, ai Radiohed tanto da guadagnarsi l’appellativo, cosi come per altre formazioni, di band clone dei maghi dell’oxfordshire. E loro, subito pronti nel secondo disco (texani caparbi eh!!!) ci smentiscono con una prova d’orgoglio e mettono a segno brani della densità emotiva di Roscoe, Head Home, Branches per citarne alcuni. Ma non volevano solamente stupirci e nel terzo disco (che ho pazientemente ascoltato nel week end pena la fustigazione per aver proferito “maleparole” dinanzi alla Suprema Corte), cambiano direzione proprio a conferma di non voler sottostare a nessuna condizione di trionfo e forse inconsapevolmente affiora la volontà di voler ricercare una maturità che metta definitivamente a tacere le dicerie e che gli renda giustizia per i troppi, tanti paragoni, rischiando anche il fallimento del progetto. The Courage of the Others non è disco facile al primo ascolto, non cattura l’orecchio più superficiale. Non sbalordisce cosi come fece Trials of Van Occupanter (che pagò dazio a certa musica americana - Fleetwood Mac in primis -). Anzi, l’eccesso di linearità e compattezza delle melodie spazientisce. Richiede pertanto, di soffermarsi, di addentrarsi nelle maglie di melodie ripetitive, portanti, stratificate. Percorsi che volgono al tramonto, romanticamente e al contempo preoccupante. Diversamente di come invece “albeggia” dalle parti di Andrew Bird, Fleet Foxes, Beach House. Qui la paura ed una fragilità interiore, emergono dal passato e non mi pare ci sia possibilità che vengano sgomberate da un raggio di sole. Brani portanti nel disco: Winter Dies, sintomo di una intima fragilità, Fortune per la sua differente produzione ma soprattutto perché unico momento del disco a regalare pacatamente armonia, Childrens of the Ground impreziosita da chitarra elettrica qui ricamata ad arte. Mi piace dunque pensare ai Midlake non come avviene abitualmente, giro di boa, cambio di produzione e balle varie. Mi piace pensare a loro (e ai loro lavori) così come se fossero tre anime che convivono ognuna a suo modo attraente. Tre anime, parti di un percorso introspettivo che mette Tim Smith di fronte agli spigoli arcaici della vita e lui con quella sua voce ci regala passaggi emotivi e amabili che ricoprono il ruolo di cerniera tra il mondo esterno e la tumultuosità interiore. L’interrogativo è d’obbligo: chissà se il coraggio è davvero solo degli altri? Buon ascolto.
Giampvenerdì 12 marzo 2010
PAUL WELLER
Live at Finsbury Park, London - June 6, 1996
[track list]
01 - Changing Man - 02 - Walk on Gilded Splinters - 03 - Out of the Sinking - 04 - Hung Up - 05 - Sunflower - 06 - Broken Stones - 07 - Fly on the Wall - 08 - Wild Wood - 09 - Tales From the Riverbank - 10 - Foot of the Mountain - 11 - You do Something to Me - 12 - Can You Heal Us Holy Man - 13 - Woodcutter Son - 14 - Whirlpools End
Live at Finsbury Park, London - June 6, 1996
Una pigra domenica pomeriggio. Così recita la copertina di questo bellissimo live di Paul Weller del 1996. Personalmente, pur apprezzando e riconoscendo il valore artistico dell'ex Jam e Style Council, non riesce nell'impresa di farmi tremare eccessivamente i polsi, tranne quando esegue Wild Wood: lì mi trasformo in stato gassoso. Un concerto tenuto a Londra nel periodo migliore della sua carriera solistica e subito dopo l'uscita di Stanley Road del 1995 che arrivò al primo post delle classifiche inglesi. E così anche voi, se volete trasformare questo week end, in un pigro week end, basterà alzare il volume e godere dello spettacolo.
Enjoy![track list]
01 - Changing Man - 02 - Walk on Gilded Splinters - 03 - Out of the Sinking - 04 - Hung Up - 05 - Sunflower - 06 - Broken Stones - 07 - Fly on the Wall - 08 - Wild Wood - 09 - Tales From the Riverbank - 10 - Foot of the Mountain - 11 - You do Something to Me - 12 - Can You Heal Us Holy Man - 13 - Woodcutter Son - 14 - Whirlpools End
giovedì 11 marzo 2010
CHARLOTTE GAINSBOURG - I.R.M.
(La deformazione professionale è una brutta bestia)
(La deformazione professionale è una brutta bestia)
Deludente non lo è di certo, estremamente sorprendente di sicuro Beck nel suo trasporre ironicamente storie e vissuti della società contemporanea, perso come è nei fumi degli acidi assunti, non delude e giammai risulta ridondante per la capacità di proporsi anche sotto mentite spoglie. Non ultima la sorpresa di trovarlo dietro le quinte (si fa per dire!!!) del generoso disco di Charlotte Gainsbourg, IRM (acronimo che significa Risonanza Magnetica). Il lavoro, dunque, altro non è che la trasposizione di una storia vera accaduta alla Gainsbourg, In poche parole lei ha potuto raccontarla (la sua storia), perché era giunta ad un passo dal non poterlo fare dato che è stata vittima di un incidente che l’ha portata a rimanere in stato di coma e a fare tutto il percorso di recupero in riabilitazione, ma ancor prima a percepire tutte le sensazioni dietro quel vetro appannato che è il coma (che modestamente, dato il lavoro che svolgo, credo di conoscere nei dettagli - maledetta deformazione professionale -). Di questo ci racconta con la sua voce monocorde, che nulla ha da invidiare alle sue rivali francesi (anch’esse monocordi), ma capace al tempo stesso di raccontare, con adeguato pathos, quello che le sta a cuore. Eppoi la Gainsbourg già si era ben fatta notare con il precedente 5.55 che anche all’epoca vedeva la complicità di un indiscusso Jarvis Cocker. Mai più azzeccato fu il detto “il lupo perde il pelo ma non il vizio” dato che anche la mamma Jane Birkin da sempre si fa scrivere i suoi dischi . Ma possiamo perdonarglielo visto il risultato soddisfacente.
Giamp
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