WISE BLOOD - Solo (4 Claire)
martedì 12 ottobre 2010
lunedì 11 ottobre 2010
venerdì 8 ottobre 2010
KRISTIAN HOFFMAN - Out Of The Habit
Canta come Costello e si veste come Elton John. L'album di Kristian Hoffman, Fop, è lungo ben 19 canzoni e mette alla dura prova la nevrosi da attesa di fine cd, anche perchè piuttosto orchestrato e a tratti stucchevole. Un numero considerevole di canzoni, però, resta godibile a partire dalla iniziale Something New Is Born. Chi vuole approfondire si armasse di pazienza.
Canta come Costello e si veste come Elton John. L'album di Kristian Hoffman, Fop, è lungo ben 19 canzoni e mette alla dura prova la nevrosi da attesa di fine cd, anche perchè piuttosto orchestrato e a tratti stucchevole. Un numero considerevole di canzoni, però, resta godibile a partire dalla iniziale Something New Is Born. Chi vuole approfondire si armasse di pazienza.
TOM TOM CLUB: Tiny Desk Concert
Miiii come passa il tempo. Cari Tina Weymouth e Chris Frantz a quanto pare nemmeno con voi è stato clemente! Comunque una bella rimpatriata ogni tanto non fa mai male. Eccoveli in versione casalinga e acustica per un mini live in casa NPR.org per una riproposizione di 3 classici del progetto parallelo ai Talking Heads: Wordy Rappinghood, Genius Of Love e Only The Strong Survive.
Miiii come passa il tempo. Cari Tina Weymouth e Chris Frantz a quanto pare nemmeno con voi è stato clemente! Comunque una bella rimpatriata ogni tanto non fa mai male. Eccoveli in versione casalinga e acustica per un mini live in casa NPR.org per una riproposizione di 3 classici del progetto parallelo ai Talking Heads: Wordy Rappinghood, Genius Of Love e Only The Strong Survive.
NEW COLLISION - Dying Alone
Un po' di sano pop rock da questa band di Boston, uscita da qualche giorno con l'album The Optimist. Sul loro myspace potrete scaricare gratuitamente 4 canzoni. Buon ascolto.
Un po' di sano pop rock da questa band di Boston, uscita da qualche giorno con l'album The Optimist. Sul loro myspace potrete scaricare gratuitamente 4 canzoni. Buon ascolto.
mercoledì 6 ottobre 2010
martedì 5 ottobre 2010
ROBBIE ROBERTSON - ST - [1987]
Il primo valtzer del sig. Robertson
Piacevole e appagante è il condividere delle novità musicali. Ma quando mi trovo a rispolverare un vecchio disco starei volentieri seduto insieme ai miei amici a parlarne per ore: "oh ma te la ricordi quella canzone?!" ... "e l'attacco di chitarra di quell'altra?" Lo farei di buon grado anche per questo album del lontano 1987. Robbie Robertson, ex The Band, ritorna sulle scene con il suo primo lavoro omonimo da solista. Quelli erano gli anni in cui Daniel Lanois aveva la bacchetta magica e produceva The Unforgettable Fire e aiutava Eno in The Joshua Tree, di lì a poco siedeva dietro la consolle di Yellow Moon dei Neville Brothers e Oh Mercy di Dylan (album che meriterebbero ricordi più approfonditi). Anni in cui Bono era in piena fase mistica, gli U2 sfornavano capolavori unodietrolaltro e Peter Gabriel era al top della sua carriera solitaria. Robertson, dunque, fiutato l'"affare", se ne va in giro con Lanois a ingravidare artisti per partorire collaborazioni, che puntualmente arrivano. Nascono così le scritture di Sweet Fire of Love a quattro mani con gli U2 e più in generale le ottime partecipazioni di strumentisti di alto bordo quali Manu Katchè e Toni Levin (a quei tempi entrambi in forza al Peter Gabriel team) che con la loro sezione ritmica, donano alle canzoni un'atmosfera low-fi e mistica, ideale per evocare gli spiriti del grande Manitù. (Forse non tutti sanno che) Robertson, di madre indiana, non ha mai dimenticato le sue ceneri natìe, (tanto da realizzare nel '94 un album dal titolo Music for the Native Americans ), così che le sonorità presenti nelle 9 tracce dell'album, pure grazie alla sua voce, a volte sembrano voler evocare i sacri spiriti delle terre indiane. Da ascoltare e riascoltare, dunque, l'iniziale Fallen Angel e Broken Arrow con Peter Gabriel ai cori e alle tastiere, il singolo Showdown at Big Sky (che Robertson presentò anche a Sanremo di quell'anno) il talkingblues di Somewhere Down The Crazy River e il rock sotterraneo di stampo Cougar di Hell's Half Acre Tutte canzoni, queste, che girano nel mio lettore ancora con stupore e meraviglia e che conservo con devota gelosia. Ricordando e godendo.
Il primo valtzer del sig. Robertson
Piacevole e appagante è il condividere delle novità musicali. Ma quando mi trovo a rispolverare un vecchio disco starei volentieri seduto insieme ai miei amici a parlarne per ore: "oh ma te la ricordi quella canzone?!" ... "e l'attacco di chitarra di quell'altra?" Lo farei di buon grado anche per questo album del lontano 1987. Robbie Robertson, ex The Band, ritorna sulle scene con il suo primo lavoro omonimo da solista. Quelli erano gli anni in cui Daniel Lanois aveva la bacchetta magica e produceva The Unforgettable Fire e aiutava Eno in The Joshua Tree, di lì a poco siedeva dietro la consolle di Yellow Moon dei Neville Brothers e Oh Mercy di Dylan (album che meriterebbero ricordi più approfonditi). Anni in cui Bono era in piena fase mistica, gli U2 sfornavano capolavori unodietrolaltro e Peter Gabriel era al top della sua carriera solitaria. Robertson, dunque, fiutato l'"affare", se ne va in giro con Lanois a ingravidare artisti per partorire collaborazioni, che puntualmente arrivano. Nascono così le scritture di Sweet Fire of Love a quattro mani con gli U2 e più in generale le ottime partecipazioni di strumentisti di alto bordo quali Manu Katchè e Toni Levin (a quei tempi entrambi in forza al Peter Gabriel team) che con la loro sezione ritmica, donano alle canzoni un'atmosfera low-fi e mistica, ideale per evocare gli spiriti del grande Manitù. (Forse non tutti sanno che) Robertson, di madre indiana, non ha mai dimenticato le sue ceneri natìe, (tanto da realizzare nel '94 un album dal titolo Music for the Native Americans ), così che le sonorità presenti nelle 9 tracce dell'album, pure grazie alla sua voce, a volte sembrano voler evocare i sacri spiriti delle terre indiane. Da ascoltare e riascoltare, dunque, l'iniziale Fallen Angel e Broken Arrow con Peter Gabriel ai cori e alle tastiere, il singolo Showdown at Big Sky (che Robertson presentò anche a Sanremo di quell'anno) il talkingblues di Somewhere Down The Crazy River e il rock sotterraneo di stampo Cougar di Hell's Half Acre Tutte canzoni, queste, che girano nel mio lettore ancora con stupore e meraviglia e che conservo con devota gelosia. Ricordando e godendo.
lunedì 4 ottobre 2010
THE TWILIGHT SINGERS - Blackbird & the Fox
Previsto per gli inizi del 2011 l'uscita di un nuovo album dei Twilight Singers, una sorta di band cooperativa, nata come progetto parallelo ai The Afghan Whigs del grande capo Greg Dulli e che allo scioglimento del gruppo è diventata la cosa più concreta concepita dallo stesso Dulli. Cooperativa, sì, dato che all'interno della stessa stanno contribuendo artisti diversi nel corso degli anni. Non ultimo Mark Lanegan che ha contribuito all'incisione del precedente Powder Burns e successivamente portato in tour. Del prossimo disco, in verità, non si sa ancora molto se non la partecipazione della cantautrice americana Ani diFranco (una valanga di dischi incisi che le ha permesso di farsi il buon nome e un buon seguito negli States) in duetto con Greg Dulli in questa canzone, Blackbird & the Fox, che la band regala quale anteprima dell'album. Scaricabile dal loro sito inserendo la vs mail o più semplicemente (oltre che in "libero" ascolto) da questo blog. Buone nuove.
Previsto per gli inizi del 2011 l'uscita di un nuovo album dei Twilight Singers, una sorta di band cooperativa, nata come progetto parallelo ai The Afghan Whigs del grande capo Greg Dulli e che allo scioglimento del gruppo è diventata la cosa più concreta concepita dallo stesso Dulli. Cooperativa, sì, dato che all'interno della stessa stanno contribuendo artisti diversi nel corso degli anni. Non ultimo Mark Lanegan che ha contribuito all'incisione del precedente Powder Burns e successivamente portato in tour. Del prossimo disco, in verità, non si sa ancora molto se non la partecipazione della cantautrice americana Ani diFranco (una valanga di dischi incisi che le ha permesso di farsi il buon nome e un buon seguito negli States) in duetto con Greg Dulli in questa canzone, Blackbird & the Fox, che la band regala quale anteprima dell'album. Scaricabile dal loro sito inserendo la vs mail o più semplicemente (oltre che in "libero" ascolto) da questo blog. Buone nuove.
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