THE CLASH - Live @ TIme Square - New York City 28 maggio - 3 giugno 1981
Eccolo qua, il resoconto della settimana calda di concerti tenuti dai Clash a New York. Un omaggio, quindi, ad una delle migliori rock band che hanno calcato la scena mondiale, per il trentennale di Sandinista. Lunga vita al rock.
(l'audio è ottimo ma per motivi di upload ho dovuto comprimere gli mp3. per chi volesse il concerto con i singoli file può contattarmi alla mail). buon divertimento e buon week end.
[track list] disc 1 01 - London Calling - 02 - Safe European Home - 03- The Leader - 04 - White Man in Hammersmith Palais - 05 - This Is Radio Clash - 06 - Corner Soul - 07- Guns Of Brixton - 08 - Bankrobber - 09 - Complete Control - 10 - Lightning Strikes - 11 - Ivan Meets G.I. JoeCharlie Don't Surf
[track list] disc 2 01 - The Magnificent Seven - 02 - Broadway - 03 - Somebody Got Murdered - 04 - (Working For The) Clampdown - 05 - One More Time - 06 - Brand New Cadillac - 07 - Street Parade - 08 - Janie Jones - 09 - Washington Bullets
giovedì 21 ottobre 2010
IL NEGOZIO DI DISCHI ANTICHI
[Settimana dedicata ai festeggiamenti. In effetti quest'anno ricorre anche il trentennale dell'uscita di Sandinista dei CLASH e visto che per questo fine setttimana posterò un grandioso concerto della band del 1981 mi è tornato alla mente questo bellissimo post scritto dal mio amico Giamp (che non si fa sentire da mesi ... turn! stu blog aspiett a te!) e che mi è sembrato ideale aperitivo al succulento live di sabato].gianni
Quando i dischi erano neri e quando avevano un piccolo foro al centro, quando le copertine era una delizia sfogliarle, quando dovevi stare attento da che lato era la tua canzone preferita e nessuno sapeva quanto durasse; quando e all’infinito quando, quasi a voler canticchiare un motivetto che con questo avverbio ha fatto storia. Ma su di uno dei “ quando “ vorrei soffermarmi più che su ogni altro. “Quando” c’erano i negozi di dischi e accorreva in tuo aiuto il negoziante, e talvolta che negoziante. Il negozio in questione si chiama Caru’ Dischi - di Paolo Carù, negozio storico di dischi in quel di Gallarate (VA) cittadina nota più per fatti di cronaca che per altro; un posto- quel negozio- dove perdersi nei pomeriggi piovosi era qualcosa di sublime ed incantevole. Scaffali antichi, quasi una farmacia del Disco. Ascolti diretti dallo stesso proprietario (un uomo dalla barba folta ma dagli occhi mansueti) ti guidavano poi all’acquisto certo e quasi mai deludente.
Ora nei supermercati o anche negli stores di settore, la cosa non è dello stesso spessore, tutt’altro !!!!
Gli anni a cui mi riferisco sono ovviamente i mitici 80’s, anni in cui uscivano sul mercato alcuni tra i dischi che più mi sono rimasti in mente- e non ve li cito per non sentirmi così vecchio- e che magicamente ti rende fiero di averli tra la tua seppur minima collezione in vinile. Uno in particolar modo mi rende raggiante di averlo in formato 33 giri. Un disco che ha fatto storia e che poi sono tre. Era il tempo in cui i dischi costavano parecchio e questo essendo formato da tre mi costo un bel po’ di risparmi del tempo. L’anno di riferimento è il 1980, il disco Sandinista ed il gruppo The Clash. Con questo disco i Clash fecero una svolta musicale notevole, che segnò i tempi proprio per l’audacia di dar vita ad un triplo disco dalle sonorità contaminate che più niente avevano ache fare con il loro passato Punk. Contrariamente a molti altri gruppi musicali, i Clash sopravvissero al movimento punk, che ebbe breve vita. Questo grazie all'intelligenza del gruppo che seppe evolversi integrando nella propria musica gli stilemi del rockabilly e del reggae. Forse secondi solo alla mutazione musicale a cui parteciparono negli stessi anni i Police. L’ ascolto consigliato, vera chicca, di cui vorrei rendervi partecipi riguarda un brano, appunto, dei tre dischi ( che in cd sono diventati 2, sobh!!!) il brano in questione si chiama non a caso - If Music Could Talk - quasi a volerci ammonire ed invitarci ad ascoltare quando la musica parla. Il brano non si discosta dal resto dei brani contenuti nel triplo lp , ritmi dub and reggae, quello che coglie alla sprovvista di questo brano è invece la possibilità di ascoltarlo in due differenti modi. Il primo, con entrambi i canali right and left attivi; l’altro, e cioè quello che prevede uno o l’altro canale singolarmente, darà un risultato differente. Si in sostanza hanno inciso su differenti canali le parti cantate che sovrapposte formano la canzone nella sua totalità e completezza melodica. Provare per credere……… Giamp
the clash - If Music Could Talk
mercoledì 20 ottobre 2010
ONCE UPON A TIME IN 1990 (quasi) il meglio della musica uscita nel 1990
Un salto indietro di 20 anni. Un po’ per esorcizzare l’arrivo incipiente dei miei 41, un po’ perché tra dieci anni (se sarò ancora coi piedi attaccati a questa Terra) mi trovo con un post già bello e fatto, ma altrettanto un po’ per ricordare e apprezzare, una volta di più, i dischi che hanno fatto grande il 1990. Tante le uscite musicali degne di essere ricordate. Già detto dei LIVING COLOUR, il ’90 ha confermato a grandi livelli i NEVILLE BROTHERS che, dopo Yellow Moon, hanno tirato fuori dal cilindro uno strepitoso Brother’s Keeper, (e)levando al cielo la musica di New Orleans con un mix di ritmi africani, funky, cultura indiana, gospel e rhythm’n’blues. I grandi “vecchi” hanno detto la loro: JOHN HIATT ha chiuso con Stolen Moments un tris di splendidi lavori cominciato con il suo capolavoro Bring the Family (intimo e doloroso registrato in 20 giorni con Ry Cooder e Jim Keltner) e seguito da Slow Turning; BOB DYLAN fa buone cose con Under the Red Sky (ma Oh Mercy resta di un altro pianeta), LOU REED con CALE rendono omaggio a Andy Warhol con Songs for Drella, mentre NEIL YOUNG da il suo ennesimo contributo con Ragged Glory. Un pensiero anche per JOE ELY, Live at Liberty Lunch – LOS LOBOS, The Neighborhood e STEVE EARLE al quarto album con The Hard Way a conferma di una valida alternativa ai classici Springsteen e Mellencamp. Non ultimo The REPLACEMENTS che lasciano la scena con un album all’altezza dei suoi precedenti, All Shook Down (le canzoni, sembra, fossero destinate all’album solista di Paul Westemberg). Capitolo esordienti.
Un paio di vecchie conoscenze: LLOYD COLE debutta solitario con un disco omonimo languido e notturno, così come il segretario del “Sindacato del Sogno”, STEVE WYNN, esce con Keresone Man raccogliendo, qualche vecchia e apprezzabile idea nei brani più tirati e qualcun’altra più innovativa nelle ballate, spesso cupe e decadenti. Una spanna sopra restano, comunque, i BLACK CROWES con Shake Your Money Maker. Nei giorni in cui gli U2 si concedevano una pausa, dall’Irlanda arrivavano cose interessanti in grado di mischiare per bene i suoni di matrice americana con l’uso di strumentazioni e melodie di origine folk celtico. La prima volata, a dire il vero, viene tirata dagli HOTHOUSE FLOWERS già nel 1988 con l'acclamato People, mentre nel ’90 sono gli ENERGY ORCHARD (st) e i RAINDOGS con Lost Souls a rinverdire i fasti irlandesi. I primi hanno poi dato alle stampe altri 5 album per poi chiudere i battenti nel '96, mentre i RAINDOGS si sciolsero al secondo tentativo nel '91. Il 1990 va ricordato anche per il texano CALVIN RUSSELL che a 40 anni suonati fa uscire il suo primo ed eccellente disco intitolato A Crack in Time, mentre un gruppo di manigoldi chiamati HINDU LOVE GODS, ovvero 3/4 dei REM insieme all'ugola più che mai azzeccata per questo progetto (che purtroppo rimarrà il solo) di WARREN ZEVON, omaggiano i grandi del blues rifacendo alcune delle loro canzoni più famose. Capitolo indie.
Vent’anni fa si chiamavano PIXIES con Bossanova, JANE’S ADDICTION che davano seguito all’esordio Nothing’s Shocking con Ritual del Lo Abitual con canzoni scritte quasi tutte da Perry Farrell rispetto al più “democratico” predecessore; i SONIC YOUTH, usciti con Goo e in grado, nonostante il passaggio per la major Geffen, a rimanere fedeli al loro muro di suoni spigolosi, continuando a dare un senso al termine musica alternativa. Novità anche dall’Inghilterra e dal filone Charlatans-Stone Roses con l’esordio dei SUNDAYS con Writing Reading. Vi lascio con un ultimo elenco di uscite alternative di quell’anno e che potrebbero solleticare il vostro interesse: BOB MOULD, Black Sheets of Rain – THIN WHITE ROPE, Sackful of Silver – JOHN ZORN, Naked City – FUGAZI, Repeater – PUSSY GALORE, Historia de le Musica Rock – BUFFALO TOM, Birdbrain.
Piccola nota anche per gli italiani con il commiato di DE ANDRE', Le Nuvole, l'esordio di LIGABUE, l'ultimo vagito dei NEGAZIONE con 100%, e il successo dei TIMORIA con Colori che Esplodono. Anni '90 felici per il risorgimento della musica alternativa italiana. Ma questo è un altro fatto. Buon ascolto.
martedì 19 ottobre 2010
BRAD - Believe in Yourself
Il progetto parallelo di Stone Gossard dei Pearl Jam esce con un nuovo album, Best Friends. Questo il singolo apripista.
lunedì 18 ottobre 2010
KELLEY STOLTZ - To Dreamers
Chiusa una settimana con una novità, se ne apre un'altra con un altrettanto e lusinghiero disco in uscita. Si tratta del cantautore di San Francisco Kelley Stoltz che esce con l'Lp To Dreamers, meritevole di avere un post tutto suo in questo mio piccolo microcosmo musicale. Suoni sospesi tra il Beck più asciutto e senza orpelli elettronici, gli Xtc di Oranges & Lemons e di tutti i sixties un fascio (un giorno ve la spiego .... magari quando la capisco anch'io). Quì sotto, dunque, potete ascoltare l'intero disco in streaming. E se nel frattempo vi viene voglia di scaricare una delle canzoni gratis dell'album dello Stoltz ( ), potete farlo con I Don't Get That, una delle perle del disco. Buon ascolto.
TWEAK BIRD - Lights In Lines
Diamo un senso a questo lunedì mattina.
sabato 16 ottobre 2010
BELLERUCHE - Clockwatching
venerdì 15 ottobre 2010
THE WAR ON DRUGS - Future Weather
Un'altra band interessante da esplorare sono questi ragazzi di casa in quel di Philadelphia che si fanno chiamare The War On Drugs. Nome inquietante e al limite della censura italiana ma che grazie alla loro musica si scorda in fretta. Molto bravi a reinterpretare i canoni della tradizione musicale americana, mischiano sapientemente la west coast, Dylan e Springsteen, My Bloody Valentine e i Sonic Youth e riuscendo nell'impresa di essere "originali". Con il loro primo album del 2008 dal titolo Wagonwheel Blues i War on Drugs avevano già lasciato il segno di una band unica nel panorama indie di questi ultimi anni. Il 26 ottobre, invece, esce il loro secondo lavoro che si chiama Future Weather, a "soli" due anni dal precedente, dando così l'impressione di avere, oltre alle già ottime qualità compositive, anche un sviluppata vena creativa. Mi aspetto cose buone dalle loro menti. Intanto vi posto 3 canzoni (alway free). La prima Taking the Farm del precdente album (giusto per farvi un'idea) e le altre due in anteprima del nuovo lavoro. Buon ascolto.
The War on Drugs - Taking the Farm
The War on Drugs – Comin’ Through
The War on Drugs – The History of Plastic
mercoledì 13 ottobre 2010
MONUMENTI DA VISITARE
Quando vi avanza del tempo, e se come me, vi viene voglia di andare a
(ri)scoprire dei tesori sommersi dal tempo, questo blog Vi consiglia vivamente l'ascolto (e la visione) di questo paio di capolavori di canzone:
PJ Harvey con Thom Yorke che eseguono ... ... This Mess We're In
I REM con Patti Smithche cantano... ... E-Bow The Letter
La stessa E-Bow The Letter con i REM e Thom Yorke
martedì 12 ottobre 2010
LIZ JANES - I Don't Believe
Questa, invece, per augurarvi una notte serena. (l'album a dicembre). Ou revoir mes amis.