lunedì 16 novembre 2009

WILCO - LIVE IN MILANO - 14/11/2009
radiografia di un concerto/evento

Ore 9.02 di sabato 14 novembre, l’ avventura ha inizio; treno puntuale ed io, che pure sono avvezzo a simili esperienze, vengo colto da improvviso attacco di emozione nel partire per andare a congiungermi (nel senso di incontrarsi [notadiG.] al caro amico Gianni ed insieme assistere, in serata, all'esibizione dei Wilco nella loro II tappa italiana in quel di Milano. Il treno, dicevo, giunge puntuale all'appuntamento. Semivuoto fino a Verona di seguito si popola improvvisamente di pacifici tifosi della nazionale di rugby che diretti anche loro a Milano mi tengono compagnia con festosa allegria. Milano è anche questo. Milano e le sue passeggiate tra i negozi e le bellezze architettoniche. Milano, Piazza del Duomo, Piazza S.Babila, Piazza Diaz con la sua storia di Partigina memoria, piazza Loreto ed i suoi crocevia ed ancora Corso Buenos Aires con mille profumi di cibo, caffè e dolci, via Montenapoleone e lo sfarzo che fuoriesce dalle vetrine. Milano poi mi ricorda gli anni giovanili; le sortite per assistere a concerti quali Psychedelic Furs, Simple Minds, Echo and Bunnymen. Anni in cui emigrare faceva il pari con autonomia e ti rendeva cool. In quegli anni decisi di trasferirmi in Lombardia ma con scarsa propensione al dialogo con i padani. Ma questa è altra storia e non voglio tediarvi. E poi Milano ancora che mi riporta al concerto degli U2. Ancora città eternamente patria per molti dei nostri concittadini e di molti dei nostri padri negli anni 50, anni del dopoguerra, anni di magra nella nostra terra. Milano capitale della moda, Milano da bere e quante altre cose ci ricorda Milano. Milan l' è en gran Milan recita un vecchio adagio. Di sicuro Milano questa sera sarà ora più che mai, vicina a Chicago e alla band di Tweedy and company che non si sa mai chiederà di purificarsi sotto l'ombra della Madunnina.

WILCO – Il concerto
(report by Giamp)
Wilco in gran spolvero. Wilco nudi e crudi essenziali nelle parole (abbiamo sentito il saluto di J.Tweedy dopo 40 minuti dall’inizio della serata) ma superlativi nella loro esibizione di 2 ore abbondanti. Platea al gran completo, compreso noi 2 (avvocato e ragioniere mancati) costretti tra le poltrone del conservatorio G Verdi. E che diamine, fateli un po’ più larghi i posti a sedere!? Ma ciò non conta, quello che conta è che assistiamo, ma soprattutto sentiamo (eccome se sentiamo) una tempesta di suoni ben concepiti, diametralmente opposti ma ad ogni modo parti di un unico episodio. Come se tutt’a un tratto Bob Dylan fosse stato risucchiato dal fenomeno Grunge e al contempo da una orchestra sinfonica…..roba da brividi e pelle d’oca alta così, si insomma non lo posso far vedere ma immaginate come!!!!! Ineccepibili gli intrecci tra sonorità classiche americane ed esplosioni di acidità inaudita. L’inizio è sempre una sorpresa, un motivo per scommettere tra noi due su quale probabile brano andrà a dare il via alle danze, per l’occasione Ashes of American Flag non poteva essere brano più azzeccato, visto che cercavamo quell’impatto emotivo che solo un brano di tale portata con il suo Kilometrico assolo finale poteva donarci. Si concedono anche qualche siparietto con il pubblico a conferma che Tweedy è persona simpatica come già si apprezza (data la sua disponibilità per una foto ricordo) nell'incontro casuale che abbiamo avuto alcune ore prima del concerto al di fuori del teatro. D’altronde anche nei suoi testi si nota la sua capacità di divertire (traducete il testo di Heavymetal drummer ad esempio); il resto della serata sono: le dolci ballate al fulmicotone, l'entusiasmo compresso di Gianni, la tecnica ineccepibile della band, le inverosimili virate folk-fusion-sperimetali, i conturbanti assoli del chitarrista e di Tweedy , la folla ammassata a ridosso del palco che si dimena al ritmo di Spider (kidsmoke) con una versione tirata senza limiti temporali. Tirando un pò il fiato alla fine della serata ( stavamo per desaturare data la carenza di ossigeno) torniamo in albergo, non prima però di aver gustato un buon boccale di birra nella vicina birreria. Accaldati quanto basta da non sentirla nemmeno passare per la gola arsa dalla calura e dalla veemenza dei suoni appena ascoltati. Al mattino dopo, senza colpo ferire, la sveglia ci riporta alla realtà e tra la nebbia fitta di Milano riprendiamo la strada verso casa, ma con quel motivo che gira ormai dalla sera prima, senza sosta alcuna nella mia testa e che fa'.... Impossible Germany, unlike Japan, wherever you go wherever you land …. Giamp
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A breve il live visto da Gianni con filmati a seguito. Produzione propria.

5 commenti:

Resto In Ascolto ha detto...

In effetti l'ultimo concerto visto da seduto è stato quello di Ray Caharles + di 20 anni fa. Poi bene o male ho sempre pogato. Con i Wilco gli unici a pogare sono stati gli alluci dei miei piedi;è stato il prezzo da pagare. Credo anche di aver donato il menisco delle ginocchia alla poltrona davanti a me dove erano appoggiate.

Resto In Ascolto ha detto...

In effetti l'ultimo concerto visto da seduto è stato quello di Ray Caharles + di 20 anni fa. Poi bene o male ho sempre pogato. Con i Wilco gli unici a pogare sono stati gli alluci dei miei piedi;è stato il prezzo da pagare. Credo anche di aver donato il menisco delle ginocchia alla poltrona davanti a me dove erano appoggiate.

indies ha detto...

bravi!

Giamp ha detto...

Cosa aggiungere, a volte ti guardi intorno e pensi che scoprire nuovi suoni, next big thing o balle varie sia necessario. Poi ti fermi e ripensi.....ma è così necessario riempire gli scaffali di milioni di kbps musicali se poi la bellezza stà nella semplicità, li ad una spanna dal tuo naso e nella miglior matrice sonora che si conosca. Thanks Giuà per questa bella esperienza.....

Maurizio Pratelli ha detto...

Mannaggia la foto..... Comunque che concerto!