giovedì 11 marzo 2010

CHARLOTTE GAINSBOURG - I.R.M.
(La deformazione professionale è una brutta bestia)

Deludente non lo è di certo, estremamente sorprendente di sicuro Beck nel suo trasporre ironicamente storie e vissuti della società contemporanea, perso come è nei fumi degli acidi assunti, non delude e giammai risulta ridondante per la capacità di proporsi anche sotto mentite spoglie. Non ultima la sorpresa di trovarlo dietro le quinte (si fa per dire!!!) del generoso disco di Charlotte Gainsbourg, IRM (acronimo che significa Risonanza Magnetica). Il lavoro, dunque, altro non è che la trasposizione di una storia vera accaduta alla Gainsbourg, In poche parole lei ha potuto raccontarla (la sua storia), perché era giunta ad un passo dal non poterlo fare dato che è stata vittima di un incidente che l’ha portata a rimanere in stato di coma e a fare tutto il percorso di recupero in riabilitazione, ma ancor prima a percepire tutte le sensazioni dietro quel vetro appannato che è il coma (che modestamente, dato il lavoro che svolgo, credo di conoscere nei dettagli - maledetta deformazione professionale -). Di questo ci racconta con la sua voce monocorde, che nulla ha da invidiare alle sue rivali francesi (anch’esse monocordi), ma capace al tempo stesso di raccontare, con adeguato pathos, quello che le sta a cuore. Eppoi la Gainsbourg già si era ben fatta notare con il precedente 5.55 che anche all’epoca vedeva la complicità di un indiscusso Jarvis Cocker. Mai più azzeccato fu il detto “il lupo perde il pelo ma non il vizio” dato che anche la mamma Jane Birkin da sempre si fa scrivere i suoi dischi . Ma possiamo perdonarglielo visto il risultato soddisfacente.
Giamp

5 commenti:

Zio Scriba ha detto...

Bella. Piacevole ascolto. Non so perché né come, ma mi ha fatto tornare indietro nel tempo, a sensazioni di inizio liceo. Grazie. Un caro saluto. :D

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

grande disco della charlotte!

Resto In Ascolto ha detto...

ogni tanto qualcosa anche qualitativamente indie.

Giamp ha detto...

Devo dirvi che anche per il sottoscritto la Gaingsbourg è stata una scoperta.Sarà stato per la curiostità di sapre che era disco sponsorizzato da beck.
Io ero rimasto a suo padre che pure passò alla storia per le censure imposte su una sua canzone.....Ricordate ?

Maurizio Pratelli ha detto...

niente male, devo approfondire